Attualità - La riorganizzazione della sanità territoriale: i servizi confluiscono nelle Case di Comunità per garantire continuità assistenziale, percorsi di cura integrati e consulti immediati per codici minori, piccoli problemi clinici, sintomi lievi e cure primarie che non richiedono il Pronto Soccorso
La riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sta portando alla progressiva evoluzione dei servizi sanitari di prossimità, con l’obiettivo di garantire ai cittadini un accesso sempre più ampio, integrato e continuativo alle cure.
I servizi erogati dai PAT confluiranno nelle Case di Comunità aperte 7 giorni su 7, prevedendo l’integrazione con i servizi socio-sanitari. Pertanto, i servizi per i cittadini continueranno a essere assicurati in strutture di assistenza primaria, riqualificate nei loro spazi e nei percorsi di presa in carico.
I servizi sanitari erogati attualmente nei giorni festivi dagli AMBUFEST, saranno al contempo erogati dalle Case di Comunità e verranno estesi a 7 giorni invece degli attuali 2 giorni.
L’offerta sanitaria erogata attualmente dai PAT e dagli Ambufest è quindi in fase di potenziamento e sarà garantita dalle nascenti Case di Comunità (CdC). L’offerta sanitaria in questione riguarda situazioni cliniche non differibili per le quali tuttavia non è necessario accedere a strutture deputate all’emergenza.
Si tratta di bisogni di salute non urgenti, condizioni cioè stabili senza rischi evolutivi che richiedono prestazioni terapeutiche semplici o di minima rilevanza clinica: dolori muscolari, febbre, tosse, punture di insetto, sintomi dermatologici, sintomi oculistici, sintomi ginecologici, sintomi urologici, sintomi gastroenterologici ecc.: per tutti questi problemi saranno offerti consulti immediati.
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