Politica - Il sindaco scrive in chat: "La lista è pronta, ecco come procediamo". Ma Rete Democratica frena e Fardelli chiede: "A Cassino Area Dem è spaccata in due?". Il primo cittadino non nega le divisioni e mercoledì è intenzionato a scrivere la parola fine. Ma senza l'accordo unitario, il segretario in pectore potrebbe sfilarsi, in caso contrario rischia l'aspirante presidente
Il congresso unitario del Partito Democratico di Cassino torna improvvisamente in bilico. Quella che doveva essere la riunione decisiva per chiudere settimane di trattative si è invece trasformata in un confronto politico molto netto, nel quale il sindaco Enzo Salera ha di fatto lanciato un ultimatum alle altre componenti del partito.
Il messaggio arrivato dal primo cittadino è stato chiaro: la maggioranza è pronta ad andare avanti anche senza un accordo complessivo. La lista sarebbe già pronta e, se non dovessero emergere novità nei prossimi giorni, il congresso potrebbe svolgersi già nella prima settimana di agosto.
Una presa di posizione che conferma la volontà di Area Dem di chiudere rapidamente la partita. Sul tavolo resta infatti l'assetto già emerso nelle ultime settimane: Lorenzo Vita alla segreteria del circolo e Fernando Cardarelli alla presidenza dell'assemblea cittadina, entrambi espressione della stessa area politica. Ed è proprio questo il punto che continua a dividere il partito.
Nel corso della riunione, infatti, il consigliere comunale Luca Fardelli, esponente di Rete Democratica, ha ribadito che un congresso può definirsi realmente unitario soltanto se vengono rispettati gli equilibri già adottati a livello provinciale. Il riferimento è al congresso della Federazione del Pd di Frosinone, dove la segreteria è stata affidata ad Achille Migliorelli, espressione di Area Dem, mentre la presidenza è andata a Sara Battisti, in quota Rete Democratica. Uno schema che, secondo Fardelli e anche secondo gli esponenti di Base Riformista, dovrebbe essere replicato anche a Cassino, garantendo una rappresentanza a tutte le sensibilità del partito.
Di fronte all'ipotesi di assegnare sia la segreteria sia la presidenza ad Area Dem, Fardelli avrebbe osservato con una battuta dal forte significato politico: "Mi sembra di capire che a Cassino esistano due Area Dem", facendo riferimento alle diverse anime presenti all'interno della stessa corrente.
Un'affermazione che, secondo quanto trapela dalla riunione, non sarebbe stata smentita dal sindaco Salera, lasciando emergere come anche all'interno dell'area di maggioranza convivano posizioni e gruppi differenti. Nonostante il confronto, però, le distanze sono rimaste sostanzialmente immutate. Da una parte il sindaco e i suoi sarebbero determinati ad andare avanti anche con una prova di forza interna, forti dei numeri della maggioranza congressuale. Dall'altra, Rete Democratica e Base Riformista continuano a sostenere che un congresso costruito in questo modo non potrebbe essere definito unitario, perché concentrerebbe le principali cariche nella stessa componente politica senza riconoscere il ruolo delle altre aree.
Ma, tra i corridoi del partito, c'è anche chi fa notare un elemento che rischia di complicare ulteriormente lo scenario. Se davvero si dovesse arrivare ad un congresso di maggioranza, la candidatura di Lorenzo Vita potrebbe infatti diventare difficilmente sostenibile. Il presidente dell'Anpi, infatti, nelle scorse settimane aveva spiegato ad Alessioporcu.it di essere disponibile ad accettare la candidatura alla segreteria soltanto in presenza della "convergenza di tutti", cioè nell'ambito di un congresso unitario.
Tradotto politicamente, quella convergenza significherebbe inevitabilmente un riequilibrio degli incarichi, con la presidenza del partito destinata ad un esponente di Rete Democratica. Uno scenario che finirebbe inevitabilmente per escludere Fernando Cardarelli dalla guida dell'assemblea cittadina.
Ed è proprio qui che, secondo le letture più maliziose, si annoda il vero nodo politico della trattativa. Per Cardarelli sarebbe infatti la seconda sconfitta nel giro di pochi mesi: prima il suo nome era stato accantonato nella corsa alla segreteria, poi verrebbe sacrificato anche sulla presidenza. Un epilogo che, secondo diversi osservatori interni al Pd, il sindaco Salera difficilmente sarebbe disposto ad avallare, anche per il peso politico che Cardarelli continua ad avere all'interno della sua area.
La riunione si è così conclusa con un rinvio a mercoledì, quando le delegazioni torneranno a confrontarsi nel tentativo di trovare un'intesa dell'ultimo minuto.
Quello sarà il passaggio decisivo. Se Area Dem confermerà la linea illustrata dal sindaco Salera, il Pd di Cassino potrebbe imboccare la strada di un congresso a netta maggioranza, archiviando definitivamente l'ipotesi di una sintesi condivisa. Ma proprio questa prospettiva apre interrogativi anche sulla praticabilità della candidatura di Lorenzo Vita, alla luce delle condizioni da lui stesso indicate per accettare l'investitura.
Se invece nelle prossime ore matureranno nuove aperture sulla distribuzione degli incarichi, il partito potrebbe ancora evitare la conta e presentarsi all'appuntamento congressuale con un accordo capace di rappresentare tutte le sue anime. Al momento, però, la distanza tra le parti resta evidente e il congresso unitario appare molto meno scontato di quanto sembrasse solo pochi giorni fa.
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