Cronaca - Il sindaco in carica e l'ex primo cittadino ricordano il fondatore di Exodus. Salera: "Perdiamo una figura che ha segnato in modo indelebile la storia sociale e umana anche della nostra comunità.". Petrarcone, che nel 2015 gli conferì la cittadinanza onoraria dice: "Gli saremo sempre grati, fu anche l'ideatore dei '1000 Giovani per la Pace'"
La scomparsa di don Antonio Mazzi continua a suscitare profonda commozione a Cassino, città che con il fondatore della Comunità Exodus ha intrecciato un rapporto lungo oltre trent'anni. Dopo il cordoglio espresso da numerose realtà del territorio, arrivano anche i ricordi del sindaco Enzo Salera e dell'ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, due testimonianze che ripercorrono il legame speciale tra il "prete di strada" e la città martire.
Il sindaco Enzo Salera ha voluto sottolineare il valore umano e sociale dell'opera di don Mazzi, ricordando come la nascita della comunità Exodus a San Pasquale rappresentò una vera svolta per il territorio.
"Oggi Cassino piange non soltanto un grande uomo, un prete e un educatore straordinario. Con la scomparsa di Don Antonio Mazzi perdiamo una figura che ha segnato in modo indelebile la storia sociale e umana anche della nostra comunità."
Salera ha ricordato gli inizi difficili del progetto, nato grazie alla collaborazione con l'allora abate Bernardo D'Onorio, quando attorno all'arrivo di Exodus prevalevano diffidenze e timori.
"All'inizio non fu facile. Si affrontarono diffidenze, timori e persino raccolte di firme contro quell'iniziativa. Ma la forza profetica di Don Antonio non si fece fermare da nulla. Insieme fu combattuta quella battaglia di civiltà e di amore", ha evidenziato il sindaco.
Da quella scommessa, ha ricordato Salera, è nata una realtà che negli anni ha saputo costruire un forte rapporto con la città, con il territorio e con l'Università di Cassino, fino al conferimento della cittadinanza onoraria, riconoscimento che formalizzò un affetto già consolidato. "Ci lascia una eredità pesante ma luminosa: il dovere di non voltare mai lo sguardo dall'altra parte di fronte al dolore degli ultimi. Grazie, Don Antonio. Cassino non ti dimenticherà", conclude il primo cittadino.
Anche l'ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, che durante il proprio mandato conferì a don Mazzi la cittadinanza onoraria, ha affidato ai social un ricordo personale carico di riconoscenza. "Sono addolorato per la scomparsa di Don Antonio Mazzi. Oltre ai tanti ricordi personali noi di Cassino gli saremo sempre grati per averci scelto come una delle prime sedi di Exodus."
Petrarcone ha voluto ricordare anche un'altra intuizione che contribuì a lasciare il segno nella storia della città: l'iniziativa dei "1000 Giovani per la Pace", ideata proprio da don Mazzi nel 1994. "Ricordo quella prima edizione in cui portammo sul palco in Piazza Labriola un rappresentante di Israele e l'altro dell'OLP, che dialogarono e si scambiarono degli abbracci."
Un'immagine simbolica che, secondo l'ex sindaco, racconta meglio di ogni altra la capacità di don Mazzi di costruire ponti anche nei contesti più difficili. "Don Mazzi è stato capace di queste cose e tante altre, sempre al servizio dei più deboli e sfortunati. Era anche un prete sui generis, simpatico, pungente, mai banale. Io lo ricorderò sempre con affetto e gratitudine."
Due testimonianze che, pur provenendo da stagioni amministrative diverse, convergono su un punto: Cassino perde una figura che ha contribuito a scrivere una delle pagine più importanti della sua storia sociale, trasformando una sfida inizialmente osteggiata in un modello di accoglienza, recupero e speranza per migliaia di giovani.