Il Financial Times guarda a Cassino. Salera: "Ora servono i fatti"

Economia - Il sindaco intervistato dal quotidiano economico britannico apre a nuovi investimenti, ma chiede garanzie per occupazione e produzione

Il Financial Times guarda a Cassino. Salera: "Ora servono i fatti"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 06-08-2026 09:14 - Tempo di lettura 2 minuti

Mentre Stellantis comunica un nuovo fermo produttivo che bloccherà il Cassino Plant dal 17 al 31 agosto, lo stabilimento finisce sotto i riflettori della stampa economica internazionale.

Il Financial Times, infatti, dedica un approfondimento alla crisi del gruppo automobilistico e individua proprio Cassino come uno dei siti strategici per il futuro industriale di Stellantis.

Al centro dell'analisi del quotidiano britannico c'è l'ipotesi di un rafforzamento delle collaborazioni con i costruttori cinesi Leapmotor e Dongfeng, una prospettiva che potrebbe tradursi nell'assegnazione di nuove produzioni allo stabilimento cassinate e dare nuova linfa anche al marchio Maserati.

Nell'articolo trova spazio anche il sindaco di Cassino, Enzo Salera, intervistato dal Financial Times. Il primo cittadino accoglie con favore qualsiasi ipotesi di rilancio industriale, ma invita a non fermarsi alle indiscrezioni. «È il momento di passare dalle parole ai fatti», è il messaggio che emerge dal suo intervento.

Per Salera ogni investimento capace di riportare volumi produttivi nello stabilimento rappresenta un'opportunità da cogliere, ma la priorità resta la tutela dei posti di lavoro.

Il sindaco ribadisce che Cassino non può permettersi un ulteriore ridimensionamento di uno degli impianti più moderni del gruppo e richiama il Governo alla necessità di una politica industriale di lungo periodo per il settore dell'automotive.

Parole che arrivano mentre la situazione produttiva continua a peggiorare. Stellantis ha infatti comunicato un ulteriore stop che interesserà lastratura, verniciatura, montaggio e i reparti collegati dal 17 al 31 agosto, prolungando un'estate caratterizzata da continui fermi e da livelli produttivi ai minimi storici.

I numeri confermano la profondità della crisi: nel primo semestre del 2026 dal Cassino Plant sono uscite appena 6.700 vetture, a fronte di una capacità produttiva di circa 300 mila auto l'anno.

Un dato che fotografa le difficoltà di uno stabilimento che per anni è stato un punto di riferimento della produzione premium del gruppo e che oggi coinvolge non solo i circa 2.200 lavoratori diretti, ma anche l'intero indotto del Cassinate.

L'attenzione del Financial Times conferma che il futuro di Cassino non è più soltanto una questione locale. Le decisioni che Stellantis assumerà nei prossimi mesi potrebbero determinare il destino di uno degli impianti simbolo dell'automotive italiano e dell'economia del Lazio.





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