Attualità - Il 10 settembre è stata la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, un tema che troppo spesso passa in secondo piano, che porta con sé una sofferenza invisibile, un calvario che indossa spesso vesti diverse: è un urlo in una stanza silenziosa, un graffio, o, a volte, è un sorriso che nasconde l'abisso
Ieri, 10 settembre, si è celebrata la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, promossa dall'Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio (IASP) e co-sponsorizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Simboleggiata da un nastro giallo, questa ricorrenza riporta l'attenzione su un tema delicato e spesso sommerso, drammaticamente familiare per chiunque conviva con un sofferenza profonda o la riesca a vederla nelle persone che ha accanto.
Il dolore non segue mai un unico schema: si manifesta attraverso ferite evidenti, isolamento e silenzi assordanti, ma molto spesso sceglie di non mostrarsi affatto. Resta invisibile, mascherato dalla quotidianità, dalla normalità, dispensa sorrisi, si vive la propria quotidianità sentendosi vuoti, trasparenti. La vita scorre ed il mondo continua a girare mentre ci si sente immobili, incapaci di fare un passo.
Spesso si pensa che il rischio di suicidio riguardi soltanto chi esprime il proprio disagio in modo plateale o evidente; la realtà, invece, ci insegna che la sofferenza può celarsi dietro chiunque, anche dietro chi sembra avere la vita sotto controllo, perché una ferita sofferta in silenzio non è mai meno dolorosa.
Si tratta di un fenomeno che tocca da vicino anche il nostro territorio che ha registrato negli ultimi tempi un preoccupante incremento del rischio. Un dato che impone una riflessione seria e la necessità di creare reti di ascolto e supporto sempre più attive.
Per dare forma e voce a queste fragilità, l'artista locale Martina D'Alesio ha scelto di rappresentarne l'isolamento e la sofferenza: il fumetto dal titolo Silenzio è un’auto pubblicazione, realizzata in tecnica mista, che affronta temi legati alla salute mentale ed in particolare al suicidio.
Il libro racconta di T, una bambina sola e sopraffatta dal rumore che ha intorno. Il frastuono della sua esistenza viene placato solo dalla sua amica immaginaria, di nome Silenzio.
Silenzio c’è sempre per lei ed è l’unica che riesce a darle conforto in questo mondo rumoroso. Un giorno T le chiede di aiutarla a smettere di sentire tutto questo rumore assordante e Silenzio farà di tutto per aiutare la sua piccola amica.
"Lo scopo di questo libro è quello di sensibilizzare e cercare di far comprendere come e perché si può arrivare alla volontà di compiere un gesto simile." Racconta Martina, l'artista "a volte sembra essere il solo modo per placare il rumore del mondo che diventa assordante." In copertina un'immagine tratta dall'opera "Silenzio".
Ter. Fr.
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