Cassinate - La Regione Lazio ha autorizzato la voltura dell’AIA dalla Mad Srl alla Newco Roccasecca Srl. L’esponente socialista chiede chiarimenti sul futuro del sito e attacca la politica regionale: "La tutela della Ciociaria non si fa a parole"
Torna al centro del dibattito politico e ambientale la discarica di Cerreto, nel territorio di Roccasecca. A sollevare una serie di interrogativi sul futuro dell’impianto è Lorenzo Fiorini del PSI, che interviene dopo la Determinazione regionale n. G12011 del 4 settembre 2026, pubblicata sul Burl dell’8 settembre, relativa alla voltura dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dalla Mad Srl alla Newco Roccasecca Srl.
Fiorini collega la vicenda alle altre criticità ambientali che negli ultimi tempi hanno interessato il territorio e, in particolare, al recente incendio della Remat. Secondo l'esponente socialista, la decisione regionale sulla discarica impone ora di capire quali prospettive possano aprirsi per il sito di Cerreto.
«Se la Saf può sostenere con orgoglio di aver raggiunto l’obiettivo storico del non conferimento in discarica – domanda Fiorini – perché l’ente regionale reputa necessario autorizzare la voltura dell’Autorizzazione Integrata Ambientale? Cosa dobbiamo aspettarci? Chi c’è dietro alla Newco Roccasecca Srl?».
Una serie di domande che Fiorini rivolge direttamente anche al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Nel suo intervento l'esponente del PSI pone inoltre il tema della gestione dei rifiuti plastici e delle possibili criticità legate al sistema, chiedendo alla Regione quali strategie siano state predisposte per prevenire eventuali emergenze.
L’attacco politico è rivolto, più in generale, anche ai rappresentanti territoriali di maggioranza e opposizione, ai quali Fiorini contesta l'assenza di una presa di posizione sulla vicenda.
Nel ragionamento dell'esponente socialista, la questione ambientale si intreccia poi con la crisi industriale e sociale della provincia di Frosinone: dalla perdita di posti di lavoro alla fuga dei giovani, fino alla necessità di individuare un nuovo modello di sviluppo per il territorio.
«Ancora una volta – sostiene Fiorini – il futuro di questo territorio è messo in discussione». E conclude lanciando un appello alla popolazione affinché mantenga alta l'attenzione sulla vicenda: «La tutela della Ciociaria non si fa a parole. Invito la popolazione, questa volta, a non transigere e a non cedere di un millimetro nella difesa dei diritti costituzionali».
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