Economia - Il segretario Andrea Di Traglia sollecita il tavolo promesso dalla Regione e chiede risposte sul futuro dello stabilimento: «Basta rinvii e dichiarazioni fumose, è in gioco la dignità di un intero territorio»
Il servizio andato in onda ieri sera 20/09/2026 a “Presa Diretta” su Rai 3 riporta alla luce i primissimi giorni successivi a quell’Investor Day su cui tutto il mondo industriale del settore automotive guardava con speranza e trepidante attesa. Come Fiom avevamo già espresso il nostro scetticismo dicendo che non sarebbe stato un piano dal valore aggiunto ma si sa, la realtà supera sempre l’immaginazione.
Infatti giudicammo quel piano impietoso dal punto di vista degli investimenti (per il 60% spostati negli Usa) e il taglio complessivo della capacità produttiva europea di 800.000 vetture oltre alla regionalizzazione, quindi al ridimensionamento, del marchio Alfa Romeo e di fatto una condanna certa alla cassa integrazione in tutti gli stabilimenti. In particolare nello stabilimento di Cassino che ad oggi rappresenta la punta più avanzata della crisi e della desertificazione. Gli scioperi e la conseguente manifestazione del 20 di Marzo puntavano proprio in quella direzione, la denuncia dello stato non più sopportabile della crisi.
Una crisi sistemica e trasversale che attanaglia il territorio a sud della provincia in tutti i settori. Da quello industriale, a quello commerciale fino alla crisi sociale che vanno affrontati con urgenza. Cassino è l’urgenza delle urgenze. I tavoli alla Regione conseguenti a quella data puntavano ad una cosa molto chiara: l’anticipo delle discussioni con Stellantis ed il Governo centrale attraverso la presa in carico, da parte del Governo Regionale della responsabilità di “far da tramite” e richiamare ognuno alle proprie responsabilità. Ma l’Investor Day prima e l’audizione in Camera e Senato dell’a.d. Filosa poi ( 17 giugno ) non solo non rispondono alle responsabilità ma relegano Cassino in fondo alla coda a Dicembre attraverso un “piano Maserati” tra Cassino e Modena, un paventato accordo di joint venture con la Cina e una frase che prova a mettere tutti d’accordo: “Cassino non chiuderà, avrà un futuro”.
Quale futuro però ad oggi non è dato sapere. Siamo ormai a fine settembre e tra una missione europea delle regioni automotive, e tavoli di aggiornamento locali non c’è ancora uno straccio di avanzamento sullo stato delle trattative. Le dichiarazioni di Ficili, secondo il quale il futuro di Cassino è già scritto, sono quanto di più fumoso si possa ottenere dall’azienda, mentre il governo centrale ha addirittura smesso di parlarne.
Nel frattempo però, nel silenzio delle istituzioni centrali, quelle regionali e locali non danno risposte conseguenti alle dichiarazioni e le promesse fatte in precedenza. Dov’è il tavolo specifico su Cassino con Stellantis? Lo aveva dichiarato il Presidente Rocca proprio fuori ai cancelli dello stabilimento, insieme a interlocuzioni con “un paio di aziende cinesi”. Sono state ipotizzate date tra fine settembre e metà ottobre a Torino, ma ad oggi nulla è confermato da parte di Stellantis. Cosa ne sarà della palazzina uffici e dell’ex sala medica? Le istituzioni regionali e locali assicuravano un secco NO alla parcellizzazione e smembramento del sito, specie fuori dalla destinazione d’uso industriale.
Ma a noi risulta che Stellantis stia facendo esattamente l’opposto. Quali nuovi modelli e futuro per Maserati? I rumors sulle collaborazioni cinesi, stando ad un recente articolo di Quattroruote ci dicono che le ammiraglie Maserati saranno probabilmente costruite con Jac e Huawei (progettazione e costruzione per la prima, piattaforma elettrica e cockpit digitale la seconda.) sostanzialmente vorrebbe dire produrre la macchina fuori, assemblarne una parte qui e incollarci il logo “Maserati” È proprio questo il punto. Anticipare la discussione sul piano vuol dire anche poterne discutere contrattare e determinare le condizioni di salvaguardia e messa in sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori che mai come in questi anni stanno pagando il prezzo più alto.
Gi unici record che lo stabilimento di Cassino batte anno dopo anno, sono le giornate di chiusura e il numero sempre più residuo di vetture prodotte e la separazione delle linee di Maserati e Alfa romeo ne sarà ulteriore dimostrazione. Questo stabilimento ha bisogno di modelli aggiuntivi e non sostitutivi, che le partnership, se confermate mettano a fattor comune anche la parte di ricerca e sviluppo nello stabilimento di Cassino, che si reintroducano anche modelli mass market per assicurare gli adeguati volumi per saturare la capacità produttiva installata ed uscire finalmente dall’ammortizzatore sociale. Se così non sarà le realtà dell’indotto e della componentistica che abbiamo visto nel servizio di Presa Diretta, insieme a gran parte del tessuto economico e sociale del territorio verranno inghiottite dal buco nero generato da Stellantis ed è un rischio che non possiamo correre.
Come Fiom non staremo a guardare e siamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie per la tutela e la salvaguardia delle lavoratrici e i lavoratori. Ne va della dignità e del futuro di un intero territorio. È tempo che ognuno sia assuma le proprie responsabilità.
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