Cultura - L’iniziativa promossa dai Club Rotary e Rotaract di Cassino rivolta a ragazzi e ragazze con disabilità. Il progetto ha accolto dieci partecipanti presso la Casa di Sant’Antonio, a Montecassino, offrendo occasioni per esprimere le proprie capacità, coltivare relazioni e vivere nuove esperienze insieme
CASSINO – Tre giorni di attività, incontri e partecipazione, nei quali costruire legami autentici e dare forma concreta all’inclusione. Si è conclusa la seconda edizione dell’Happy Camp, l’iniziativa promossa dai Club Rotary e Rotaract di Cassino rivolta a ragazzi e ragazze con disabilità. Il progetto ha accolto dieci partecipanti presso la Casa di Sant’Antonio, a Montecassino, offrendo occasioni per esprimere le proprie capacità, coltivare relazioni e vivere nuove esperienze insieme.
Il Camp ha preso il via venerdì pomeriggio con l’accoglienza dei partecipanti e i primi momenti insieme. Ad aprire le attività, il progetto “Fili di Vita”, che ha coinvolto i ragazzi nella realizzazione di cappellini all’uncinetto, affiancati dai giovani del Rotaract. Un laboratorio nel quale manualità e creatività sono diventate occasioni per imparare, collaborare e conoscersi. Il progetto proseguirà durante l’anno con l’obiettivo di promuovere l’invecchiamento attivo delle persone anziane, attraverso attività divulgative e occasioni di partecipazione alla vita della comunità.
Proseguito nella giornata di sabato, il laboratorio ha lasciato poi spazio al Talent Show: attraverso il canto, la musica e la danza, i ragazzi hanno potuto esprimere capacità e passioni, partecipando con entusiasmo e diventando protagonisti dell’esperienza.
Insieme ai soci di entrambi i Club hanno quindi vissuto un’avventura a contatto con la natura, cimentandosi nella discesa in gommone durante un’attività di rafting. Un’occasione per sperimentare qualcosa di nuovo e condividere il piacere della scoperta. Domenica, dopo la celebrazione della Santa Messa in Abbazia, un buffet conviviale ha concluso il Camp.
Il filo conduttore delle giornate è stato il coinvolgimento attivo dei partecipanti: ciascuno ha avuto spazio per esprimersi, mettersi in gioco e contribuire alla vita del gruppo. Anche per i volontari, le attività hanno rappresentato un’opportunità di incontro e arricchimento reciproco, attraverso esperienze ed emozioni condivise.
Il valore dell’iniziativa è emerso nel desiderio dei ragazzi e delle ragazze di ripeterla presto e nella gratitudine delle famiglie, che hanno riconosciuto nell’Happy Camp un’esperienza significativa per i propri figli e un sostegno concreto al proprio impegno quotidiano. La fiducia costruita con i soci e i volontari ha dato forma a una rete di relazioni nella quale i genitori hanno potuto sentirsi accolti e affiancati.
Particolarmente significativa la testimonianza di una mamma che, prendendo la parola al microfono, ha voluto ringraziare il Club, il presidente, i giovani del Rotaract e le volontarie impegnate in cucina. Le sue parole hanno evidenziato il valore di un’esperienza capace di generare benessere per l’intera famiglia: vedere i propri figli sereni, coinvolti e protagonisti, potendo al tempo stesso recuperare energie grazie a una rete fidata di attenzione e cura.
Da questa fiducia è nata anche una proposta affettuosa: prolungare la prossima edizione da tre a «trentatré giorni». Una battuta accolta con il sorriso, capace di restituire la misura dell’apprezzamento e il significato che l’Happy Camp ha assunto per le famiglie.
L’esperienza promossa da Rotary e Rotaract Cassino esprime un’idea di inclusione che si costruisce attraverso la partecipazione e la qualità delle relazioni. Condividere un’attività, riconoscere le capacità di ciascuno e creare occasioni di incontro significa contribuire a comunità più inclusive, più sane nelle relazioni e più attente alle persone. Comunità capaci di riconoscere nelle differenze l’espressione dell’unicità di ciascuno e, in questa unicità, un valore che arricchisce tutti.
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