Cultura - L'evento è stato promosso da Casseta APS ETS che ha voluto piantare un seme, avviando un percorso di consapevolezza che proseguirà con nuove occasioni di confronto
Giovedì 20 febbraio, presso il Palazzo della Cultura di Cassino, si è svolto l’incontro “Educarsi ed educare all’uso della tecnologia”, promosso da Casseta APS ETS. L’evento ha visto una grande affluenza di pubblico, con la partecipazione di numerosi genitori, insegnanti e giovani, a dimostrazione di quanto il tema dell’educazione digitale sia oggi una questione centrale per le famiglie e per la società.
La serata è stata aperta da Anna Rita Di Fazio, docente presso l’Università di Cassino, che ha presentato Casseta come un luogo di incontro e confronto tra famiglie, nato dall’amicizia e dal desiderio di affrontare insieme le sfide quotidiane dell’educazione e della crescita. Ha sottolineato l’importanza di costruire spazi di dialogo, come quello della serata, per affrontare insieme il ruolo sempre più pervasivo della tecnologia nella vita di adulti, bambini e ragazzi.
A seguire, don Giovanni Fasani, sacerdote della Fraternità San Carlo, ha offerto una riflessione profonda partendo dal racconto di fantascienza “La macchina si ferma” di Edward Morgan Forster. Ha evidenziato come, già oltre un secolo fa, ci fosse la consapevolezza del rischio che la tecnologia, invece di servire l’uomo, potesse prenderne il controllo, condizionando le relazioni e il modo di vivere. Ha sottolineato come oggi ci si trovi spesso di fronte a un senso di impotenza: molti adulti vorrebbero ridurre l’uso degli smartphone, ma faticano a farlo, e lo stesso accade con i figli. Il suo intervento ha posto una domanda chiave: come possiamo imparare a usare la tecnologia senza diventarne dipendenti, indirizzandone l’uso verso ciò che davvero vogliamo?
Ospite della serata è stato Lorenzo Bassani, neuropsichiatra infantile e responsabile del Reparto di Psichiatria dell'età evolutiva di Merano, che ha affrontato il tema con grande competenza, illustrando gli effetti delle tecnologie digitali sullo sviluppo cognitivo e sulle relazioni sociali. Ha spiegato come l’iperconnessione e l’abuso di dispositivi possano portare a difficoltà di attenzione, problemi emotivi e isolamento. Nel suo intervento, ha evidenziato, inoltre, come l’educazione digitale non debba essere basata su divieti rigidi, ma su un accompagnamento consapevole che non demonizza la tecnologia, ma, consapevole dei rischi, insegna a utilizzarla con equilibrio, offrendo ai ragazzi alternative concrete per vivere il tempo in modo sano.
Il dibattito che ne è seguito ha confermato quanto questo tema tocchi da vicino le famiglie: genitori e insegnanti presenti hanno espresso il desiderio di trovare strategie efficaci per gestire l’uso di smartphone, videogiochi e social media, sottolineando la necessità di una alleanza tra scuola e famiglia e tra le stesse famiglie.
La scelta del Palazzo della Cultura, luogo frequentato da tanti giovani, ha reso ancora più significativo l’incontro, che ha permesso di coinvolgere diversi punti di vista e generazioni in un confronto costruttivo. Casseta APS ETS ha voluto piantare un seme, avviando un percorso di consapevolezza che proseguirà con nuove occasioni di confronto. L’entusiasmo e la partecipazione della serata confermano quanto sia necessario continuare a riflettere insieme su questi temi, per aiutare le famiglie ad educarsi e ad educare i propri figli a un rapporto equilibrato con la tecnologia e a riscoprire il valore del tempo vissuto insieme.
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