Referendum boicottato a Frosinone: la Cgil si appella al Prefetto

Politica - Manifestazione annullata in Piazza Cervini per "occupazione" non prevista. Il sindacato denuncia un "atto increscioso" e mette sotto accusa l'amministrazione comunale del Capoluogo ciociaro per la mancanza di spazi per la propaganda

Referendum boicottato a Frosinone: la Cgil si appella al Prefetto
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 21-05-2025 12:30 - Tempo di lettura 2 minuti

Frosinone si trova al centro di una polemica a pochi giorni dal Referendum nazionale dell'8 e 9 giugno 2025. Una manifestazione a sostegno del Referendum, organizzata dalla Cgil provinciale e dal Comitato Referendario cittadino di Frosinone, e programmata per domenica 18 maggio in Piazza Cervini, è stata annullata all'ultimo minuto a causa della contemporanea presenza di un altro evento espositivo e musicale nello stesso luogo.

L'episodio ha scatenato la ferma protesta delle organizzazioni promotrici, che non esitano a definire l'accaduto come un "vero e proprio atto di boicottaggio" nei confronti della campagna referendaria. La Cgil e il Comitato Referendario avevano regolarmente richiesto l'autorizzazione all'uso del suolo pubblico al Comune di Frosinone e inviato comunicazione dell'evento alla Questura di Frosinone già in data 14 maggio tramite note PEC.

"Alla data e all'orario prestabilito e comunicato, sul posto prescelto per l'iniziativa referendaria era già in corso una manifestazione espositiva e musicale che ha costretto gli organizzatori ad annullare tardivamente l'evento," si legge in una nota congiunta inviata al Prefetto di Frosinone, al Sindaco del Comune di Frosinone e agli Organi di stampa.

La missiva non si limita alla denuncia dell'evento annullato, ma prosegue con una seconda, accorata protesta: "Si coglie, altresì, l'occasione per protestare contro l'inerzia dell'amministrazione comunale del Comune Capoluogo per la mancata predisposizione degli spazi di propaganda che a norma di legge dovevano essere installati a trenta giorni dalla data del referendum."

La situazione evidenzia una potenziale lacuna nella gestione degli spazi pubblici e una presunta inerzia nell'adempimento degli obblighi di legge riguardanti la campagna referendaria. Le organizzazioni chiedono ora un intervento immediato. "Alla luce di questi fatti chiediamo che vengano messe in atto tutte le azioni per non ostacolare la regolare informazione della campagna referendaria," conclude la nota.

L'episodio solleva interrogativi sulla trasparenza e la correttezza delle procedure di assegnazione degli spazi pubblici e sulla capacità dell'amministrazione di garantire la piena libertà di espressione e di informazione in vista di un appuntamento democratico cruciale come il Referendum. La Cgil provinciale e il Comitato Referendario cittadino attendono risposte e azioni concrete da parte delle autorità competenti.





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