Opinioni - L'inedita mossa del Collegio dei Probiviri mette in discussione la natura del partito nel post-Berlusconi e il confine tra libertà di opinione e disciplina interna
È la prima volta che ho notizia che all’interno di Forza Italia, partito della “libertà” si faccia ricorso al Collegio nazionale dei Probiviri per l’espulsione di uno o più soci. Lo Statuto di FI è molto chiaro, l’articolo 69 prevede che “ogni iscritto che ritenga sia stata violata una norma dello Statuto o che sia stata commessa una infrazione disciplinare… può promuovere un procedimento disciplinare dinanzi al Collegio nazionale dei Probiviri”.
Senza entrare nel merito di queste richieste di espulsioni delle quali non conosco né i personaggi coinvolti né le motivazioni a sostegno dell’espulsione, ma alcune considerazioni di caratteri politico vanno fatte e che riguardano la stessa funzione dei Partiti nella società e dei loro organi disciplinari interni.
Gli Statuti dei Partiti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e devono conformarsi a quelli che sono i dettami costituzionali e normativi della Repubblica, il diritto di parola, il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, la libertà di opinione, la libertà di manifestare la propria opinione in qualunque modo lecito, sono capisaldi della nostra Costituzione e vietare questi diritti non è possibile, lo stesso Statuto diverrebbe come eversivo. Ricordo che i Partiti ancora oggi ricevono direttamente ed indirettamente aiuti economici dallo Stato e non sarebbe ipotizzabile che abbiano nei loro Statuti norme in contrasto con le Norme nazionali che possono limitare in qualsiasi modo ed in qualsiasi forma i diritti di libertà.
Poi andrebbe definito meglio il ruolo del Collegio dei Probiviri se cioè può essere utilizzato come strumento di lotta politica per intimorire o accantonare un avversario politico interno. Forse andrebbero meglio specificati i motivi per i quali può essere lecito il deferimento ad un Collegio dei Probiviri, se cioè il Collegio può entrare nel merito di scelte squisitamente politiche o no.
Andrebbe anche specificato se sussista una forma di prescrizione per quei comportamenti ritenuti contrari al Partito, nello Statuto non si fa alcun riferimento a questa forma di prescrizione ma se richiedo l’espulsione per il comportamento chiaramente contrario al Partito commesso 10 anni addietro cosa succede?
E poi va definito meglio l’ambito politico di Forza Italia , se cioè, il centrodestra è un dogma o se un partito è libero di far cadere un’amministrazione di centrodestra o se ha la libertà di allearsi con un partito di sinistra contro il centrodestra. Non è affare da poco, riguarda l’essenza non solo di questo ricorso ma anche di tantissimi altri ricorsi che potrebbero giungere al Collegio nazionale in virtù che “ogni socio” ne può far ricorso. Ed infine va anche meglio precisato quale sia la sanzione per chi si avventura in una lite temeraria perché se ad ogni iscritto è riconosciuto il diritto di adire il Collegio nazionale dei Probiviri potrebbe generarsi il caos totale.
Comunque per la politica far ricorso ad un Organo Disciplinare è una sconfitta totale, tranne per i casi gravi di sottrazioni di fondi o di fatti palesemente gravi contro l’etica e la moralità pubblica, per casi di dissenso politico far ricorso al Collegio dei Proboviri è un doppio errore perché in caso di espulsione si caratterizzerebbe non più come il partito delle “libertà”, invece in caso di assoluzione sarebbe una grave sconfitta per il ricorrente.
Il dissenso è l’anima della politica, lo scontro ed il confronto, l’arte della persuasione, la diplomazia, sono queste le armi a disposizione di chi si avventura nella politica, far ricorso ad un organo disciplinare per motivazioni politiche è una stranezza mai sentita prima. Con ansia leggeremo le motivazioni del Collegio dei Probiviri per capire se il dopo Silvio Berlusconi Forza Italia sia ancora il Partito delle “libertà”.
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