Opinioni - L'emergenza climatica svela le piaghe del mondo del lavoro, dai rider ai braccianti. Ma precariato, bassi salari e sfide tecnologiche si sommano a una crisi più vasta, esigendo un cambio di rotta politico che il PD è chiamato a guidare insieme alle altre forze progressiste
di Ermisio Mazzocchi*
La recente ondata di caldo ha fatto emergere in modo più lampante la situazione di sofferenza di alcune categorie di lavoratori. Tra questi coloro che maggiormente hanno vissuto drammaticamente le variazioni climatiche sono stati i rider e ancor più i raccoglitori dei prodotti agricoli, in gran parte immigrati che, pur di garantirsi un minimo di salario per la loro sopravvivenza, hanno dovuto accettare di sottoporsi a condizioni disumane. Non è solo questo il problema che investe il mondo del lavoro, ma la sua qualità.
Molte altre criticità lo caratterizzano quali il rallentamento della produzione industriale, il perdurare del precariato, i bassi salari, le trasformazioni tecnologiche che riducono la manodopera, lo sviluppo dei sistemi di automazione dei meccanismi di informatica, fattori che creano malessere sociale e incertezza per il futuro.
Una crisi di ampie proporzioni, aggravata dalle guerre, dai folli, sconcertanti provvedimenti per i dazi di Tramp, dagli squilibri geopolitici, una situazione che esige Pace, un cambio della qualità politica e che chiama, soprattutto le forze democratiche e progressiste della sinistra, e, primo tra tutte il PD, a definire un comune progetto di risanamento e rinascita, in un mondo pacificato, per garantire equità, giustizia e sviluppo.
Ma perché questo possa essere realizzato è necessario che il PD si rinnovi, che tenga conto di questa mutata realtà, che assuma dei connotati ben precisi, ma sempre in sintonia con quella che è la tradizione di un partito della sinistra, che sia perciò vicino alle classi più deboli, che sia attento alle riforme che la nuova realtà sociale ed economica richiede e che si assuma l’impegno di stabilire un giusto rapporto tra profitti e diritti.
Il problema della redistribuzione della ricchezza e dell’equilibrio dei livelli sociali, ma soprattutto quello della classificazione e del rapporto con le inedite forme organizzative del capitale finanziario, richiedono una soluzione per ristabilire un sistema produttivo che sia garante del progresso, delle uguaglianze e della certezza del lavoro.
Su questo terreno si misura la prova di una sinistra che rimoduli le sue categorie politiche e sia in grado di affrontare una sfida su un campo per alcuni aspetti inesplorato, disseminato delle sabbie mobili del populismo e contaminato da un sistema finanziario spietato. Occorre affrontare questa emergenza con modalità diverse e una progettualità che deve essere il risultato della concertazione tra i diversi soggetti interessati a ridare uno sviluppo stabile per il lavoro e l’occupazione.
Un obiettivo che potrà essere raggiunto se il PD sarà in grado di fornire concrete risposte e soprà far fronte alle emergenze del paese con una cultura progressista e solidale. Non è sufficiente, se pur giusto, proporre sempre e solo il salario minimo. Occorre anche altro.
Il sistema strutturale produttivo del paese ha bisogno di adeguarsi alle nuove competizioni globali, aumentare la sua produttività e garantire una crescita occupazionale. Questo significa formulare un progetto complessivo di tutta la rete produttiva e infrastrutturale finalizzata a un suo ammodernamento e a salvaguardare il lavoro e i suoi diritti.
Rendere possibile la rinascita dalle macerie prodotte dalla Destra, fronteggiare gli eventi internazionali (le guerre e la politica del nuovo governo degli USA) e avviare il rinnovamento delle componenti essenziali dell’economia e dei servizi sociali. Argomenti di vaste proporzioni che devono essere affrontati con risolutezza e che esigono una politica all’altezza delle nuove competizioni economiche e sociali.
Si pone, pertanto, il problema se la sinistra e principalmente il PD saranno in grado di costruire un’alternativa al degrado del paese, al suo isolamento, al suo impoverimento e di offrire una piattaforma progettuale capace di sollecitare le migliori forze dell’intera società perché queste si facciano partecipi della rinascita della Nazione.
Tutto ciò è possibile se un partito nazionale, come è il PD, si presenta al popolo italiano con una sua precisa idea di costruzione di una nuova società. Esso deve avere il coraggio di affrontare con determinazione i temi cruciali per la crescita del Paese, tra i quali, prioritari, quello del lavoro, della sanità, dell’ambiente, della lotta al precariato e alle nuove povertà. In questo quadro un particolare interesse da parte del PD deve essere rivolto al Mezzogiorno, il cui sviluppo è indispensabile e determinante per la crescita di tutto il Paese.
Il PD non ha ancora adeguato la sua progettualità complessiva per un’azione riformatrice profonda della società italiana. Non ha sciolto il nodo della revisione di tutto il sistema strutturale del Paese per adeguarsi, secondo le sue esigenze sociali, alle nuove richieste del mercato internazionale. Una revisione finalizzata a qualificare le sue infrastrutture, in particolare la viabilità terreste e marittima, autostrade, ferrovie e porti, ad ammodernare il suo apparato informatico e digitale e a ricostruire la dignità di tutto il welfare.
Si deve modificare radicalmente la politica economica del Paese perché sia basata su una condotta di equità e solidarietà sociale. Si deve impegnare il partito, nella compattezza piena di ogni sua sensibilità, senza incertezze, a presentare questo suo progetto con chiarezza e persuasione a tutti per il loro progresso, i loro diritti, l’uguaglianza e la difesa della democrazia in modo continuo evidente e tangibile, perché è un valore insostituibile e sentito da ognuno.
Per la realizzazione di tutti questi obiettivi sarebbe necessario promuovere una Consulta nazionale che coinvolga il mondo del lavoro, degli imprenditori, degli intellettuali, dei professionisti, dell’associazionismo. È d’obbligo mantenere questo impegno se si vuole ridare al popolo italiano una speranza di rinascita nel benessere e nel progresso.
*L'autore ci ha concesso il suo scritto, pubblicato sulla rivista UnoeTre.it
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