Ex Arciero marmi, Manzi: "La sentenza di primo grado non è stata sospesa"

Cronaca - Gli avvocati Giovanni Benedetto Carbone ed Enrico Gai, hanno inviato al Comune di Cassino una nota in cui si invita l'ente a fare in modo che i lavori, già bloccati, non proseguano in quanto la sentenza non è  stata sospesa e, quindi, al momento il permesso di costruire è  annullato

Ex Arciero marmi, Manzi: "La sentenza di primo grado non è stata sospesa"
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 16-07-2025 12:43 - Tempo di lettura 2 minuti

A nome di Paolo Manzi e della famiglia Manzi e Simonelli, riceviamo e pubblichiamo

Spett.le Redazione,
in riferimento a questa notizia da voi pubblicata, a tenore della quale, il Consiglio di Stato avrebbe sospeso la sentenza del Tar di Latina che ha annullato il permesso di costruire dell'edificio in costruzione nella ex marmeria Arciero, vi rappresento quanto segue.

Poiché la notizia è errata, occorre precisare che la sentenza di primo grado non è stata sospesa. Il Consiglio di Stato ha espressamente statuito di disporre ai sensi dell art.55 c 10 c.p.a, ai soli fini della fissazione della discussione nel merito, senza accogliere la richiesta di sospensione della sentenza.

La precisazione "ai soli fini" significa per l'appunto che la sentenza non è  stata sospesa, esattamente come chiesto dalla difesa dei signori Manzi. Infatti l'ordinanza si riferisce in modo chiaro alle esigenze rappresentate dalle parti anche nel corso della discussione,  e non solo da parte appellante.

Per questa ragione, al fine di evitare inottemperanza all'ordinanza e strumentalizzazione della stessa , in data odierna gli avvocati della famiglia Manzi , gli  avv.ti Giovanni Benedetto Carbone ed Enrico Gai, hanno inviato al Comune di Cassino una nota in cui si invita l'ente a fare in modo che i lavori, già bloccati, non proseguano in quanto la sentenza non è  stata sospesa e, quindi, al momento il permesso di costruire è  annullato.

A questo punto se dovesse esserci violazione dell'ordinanza la famiglia Manzi non indugerà a denunciarlo in ogni sede e a chiederne la censura.





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