Le campane di Montecassino suonano per la pace a Gaza

Cronaca - L'Abbazia di Montecassino ha rotto il silenzio per unirsi al grido di pace promosso dall'iniziativa "Disertiamo il silenzio" di Pax Christi italiana. Le campane dell'abbazia hanno suonato alle 22 di ieri sera per lanciare un chiaro messaggio: "Gaza muore di fame, disertiamo l'indifferenza"

Le campane di Montecassino suonano per la pace a Gaza
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 28-07-2025 13:23 - Tempo di lettura 2 minuti

L'Abbazia di Montecassino ha rotto il silenzio per unirsi al grido di pace promosso dall'iniziativa "Disertiamo il silenzio" di Pax Christi italiana. Le campane dell'abbazia hanno suonato alle 22 di ieri sera per lanciare un chiaro messaggio: "Gaza muore di fame, disertiamo l'indifferenza".

Il gesto simbolico richiama la tradizione cristiana delle campane che, nella notte di Pasqua, annunciano la resurrezione e la pace. Oggi, in un'epoca segnata da conflitti e violenza, le campane di Montecassino vogliono squarciare l'indifferenza per portare un annuncio di pace a Gaza e in tutti i luoghi del mondo in cui la guerra e la violenza mietono vittime.

L'abbazia ha inoltre deciso di divulgare una lettera congiunta, firmata dal Cardinale Matteo Zuppi (Presidente della Conferenza Episcopale Italiana) e da Daniele De Paz (presidente della Comunità Ebraica di Bologna). Il testo, forte e diretto, chiede un immediato "fermi tutti" per la guerra. La lettera invoca il silenzio delle armi, la liberazione degli ostaggi, la garanzia di aiuti umanitari e il ritorno al dialogo.

I firmatari della lettera condannano ogni forma di terrorismo e il massacro di civili, sottolineando che nessuna causa può giustificare la morte di innocenti, in particolare quella di bambini. Il messaggio centrale è che la vera giustizia per il popolo palestinese e la sicurezza per il popolo israeliano possono essere raggiunte solo attraverso il riconoscimento reciproco e il rispetto dei diritti fondamentali.

La lettera si conclude con un appello a respingere antisemitismo, islamofobia e cristianofobia, invitando le istituzioni nazionali e internazionali a creare spazi di incontro e a intraprendere vie coraggiose verso la pace.

"Il dolore unisca, non divida", si legge nel comunicato, ribadendo che il dialogo è una dimostrazione di forza e che la pace è sempre possibile.





Articoli Correlati


cookie