Crisi Italtractor, per la Uilm: "servono garanzie vere, basta promesse"

Economia - Il sindacato ha partecipato ieri all'audizione in Regione Lazio sulla vertenza che riguarda l'azienda di Ceprano. Presente all'incontro il segretario provinciale Gennaro D'Avino, che ha dichiarato: "chiediamo un piano industriale concreto, garanzie sull'occupazione e trasparenza assoluta su un eventuale utilizzo di fondi pubblici: nessun euro senza impegni reali per i lavoratori"

Crisi Italtractor, per la Uilm: "servono garanzie vere, basta promesse"
di autore Luca Pallini - Pubblicato: 08-08-2025 09:56 - Tempo di lettura 2 minuti

La Uilm ha partecipato ieri all’audizione convocata dalla XI Commissione Sviluppo Economico della Regione Lazio sulla vertenza Italtractor ITM di Ceprano.

"Ringraziamo la Regione Lazio - dichiara Gennaro D'Avino, segretario provinciale della Uilm - in particolare la Vicepresidente Roberta Angelilli e il Presidente della Commissione Daniele Maura, per la tempestiva convocazione del tavolo e per l’attenzione istituzionale dimostrata, anche in pieno agosto. Un segnale importante che però deve ora tradursi in azioni concrete".

"L’incontro ha confermato tutte le nostre preoccupazioni. L’azienda continua a parlare di riconversione e accenna a un piano “Italia Plant”, ma ancora una volta senza presentare alcun documento ufficiale o piano industriale strutturato. Gravissima l’ennesima assenza dell’Amministratore Delegato Maria Cecilia La Manna, sostituita da una delegazione tecnica. Di fronte a una crisi che coinvolge un intero sito produttivo e 70 famiglie, serve responsabilità e presenza, non deleghe".

"Lo stabilimento di Ceprano è in Cassa Integrazione Straordinaria fino a giugno 2026, ma di fatto oltre il 60% dei lavoratori è quotidianamente fermo. La perdita della commessa Hitachi, che rappresentava circa il 30% della produzione, ha dato il colpo di grazia a un sito già in difficoltà. Come se non bastasse, non è stata nemmeno programmata una manutenzione ordinaria nel mese di agosto – periodo in cui normalmente si approfitta per sistemare gli impianti. Addirittura si opera spesso senza ricambi, con macchine ferme anche per guasti banali, segno evidente di un disinteresse per la continuità operativa del sito".

"Come Uilm non siamo più disponibili a raccogliere promesse e parole sul futuro. Chiediamo: un piano industriale concreto e scritto; garanzie certe su occupazione e rilancio; trasparenza assoluta su ogni eventuale utilizzo di fondi pubblici: nessun euro senza impegni reali per i lavoratori. Accogliamo positivamente la disponibilità della Regione Lazio ad aprire un tavolo tecnico permanente da settembre, ma se dall’azienda non arriveranno risposte serie e formali, UILM insieme ai lavoratori intraprenderà ogni iniziativa utile, fino a rivolgersi al Ministero del Lavoro".

"Difendiamo il lavoro, lo stabilimento, e la dignità di chi ogni giorno chiede solo rispetto e futuro. Le parole non bastano più" ha concluso D'Avino.

L.P.





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