Politica - I capigruppo di maggioranza chiedono l'inclusione nella ZES, ma escludono la minoranza di centrodestra e i civici. L'opposizione con Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli parla di un "incidente diplomatico" e chiede la convocazione urgente di una commissione
Con un gesto che non esitiamo a definire istituzionalmente scorretto e politicamente miope, i capigruppo di maggioranza del Comune di Cassino hanno inviato una lettera ufficiale alla ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati – cittadina onoraria della città – per chiedere il suo intervento in favore dell’inclusione del Cassinate nelle Zone Economiche Speciali (ZES), escludendo però completamente i capigruppo di minoranza, nonostante questi rappresentino forze politiche del centrodestra, lo stesso schieramento a cui appartiene il Governo.
Una scelta che va ben oltre la semplice dimenticanza. Si tratta di un vero e proprio incidente diplomatico, un segnale di chiusura che danneggia non solo il confronto politico, ma soprattutto gli interessi della città di Cassino, che dovrebbe essere rappresentata unita e compatta nei momenti decisivi per il suo futuro economico.
«Troviamo assurdo che si scriva a un ministro del centrodestra senza coinvolgere i rappresentanti del centrodestra in Consiglio comunale – dichiarano i consiglieri Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli –. È una dimostrazione lampante di come la maggioranza continui a operare con logiche di parte, ignorando volutamente la collaborazione istituzionale. E questo proprio mentre, nella loro stessa lettera, auspicano un “fronte comune” per la crescita del territorio.»
In un momento in cui lo stabilimento Stellantis affronta nuove fermate produttive, e la desertificazione industriale avanza a ritmi preoccupanti, la politica locale dovrebbe alzare lo sguardo, superare le divisioni e agire con una voce sola, nell’interesse dei cittadini e delle imprese. Invece, si continua a confondere il ruolo amministrativo con quello partitico, cercando visibilità personale piuttosto che risultati concreti.
«Un vero fronte comune non si costruisce con lettere firmate da pochi, ma con atti condivisi, confronti aperti e coinvolgimento di tutte le forze presenti in Consiglio – aggiungono i consiglieri –. Scrivere alla ministra Casellati senza nemmeno consultare i gruppi di minoranza, peraltro politicamente affini, è un atto che umilia le istituzioni e danneggia l’efficacia dell’iniziativa stessa.»
I consiglieri Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli annunciano che chiederanno la convocazione urgente di una Commissione consiliare o di una conferenza dei capigruppo per chiarire pubblicamente le motivazioni di questo gesto e sollecitare una linea diversa, fatta di condivisione e responsabilità.
«Non accetteremo che su temi vitali come le ZES e lo sviluppo del territorio si proceda a colpi di firma tra amici di partito. Se davvero si vuole cambiare rotta, si cominci col rispettare le istituzioni e coinvolgere chi è stato eletto dai cittadini per rappresentarli.»
Cassino non ha bisogno di protagonismi: ha bisogno di unità, visione e coerenza. E, soprattutto, di rispetto.
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