Nuovi stop per Stellantis a Cassino, si riapre il fronte della crisi: vertice a Monaco

Economia - In mattinata è stato comunicata una fermata produttiva per domani e lunedì. Venerdì del caso si discuterà in Regione Lazio con i sindacati, poi la riunione in Germania la prossima settimana. Intanto la FlmU-Cub mette in guardia sul futuro e richiama anche l'esperienza degli operai dell'ex GKN, che hanno elaborato una bozza per un piano di riconversione

Nuovi stop per Stellantis a Cassino, si riapre il fronte della crisi: vertice a Monaco
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 04-09-2025 13:16 - Tempo di lettura 2 minuti

Dopo la lunga pausa estiva, lo stabilimento Stellantis di Cassino ripiomba in una nuova incertezza. A pochi giorni dalla ripresa delle attività, l'azienda ha comunicato un nuovo stop produttivo. La notizia arriva in un momento di grande preoccupazione per il futuro del sito e dei suoi lavoratori.

Le fermate programmate sono imminenti: la produzione si bloccherà nella giornata di domani, venerdì 5 settembre, per i reparti di Lastratura e Verniciatura. Anche il Montaggio sarà interessato, con un fermo previsto per lunedì 8 settembre. Questi stop arrivano nonostante il recente riavvio delle attività, che aveva visto gli operai rientrare in fabbrica il 2 settembre.

La situazione è così delicata che domani è stato indetto un vertice in Regione con le organizzazioni sindacali. La crisi dello stabilimento di Cassino sarà al centro delle discussioni anche a livello internazionale: una delegazione della Regione Lazio, guidata dalla vicepresidente Angelilli, parteciperà a un vertice a Monaco, in Germania, il 10 e 11 settembre.

"Siamo determinati a difendere l’export regionale, forti anche della qualità e dell’eccellenza dei prodotti esclusivi che il sistema Lazio produce ed esporta", ha dichiarato Angelilli. "Daremo anche il via libera alla Zona Logistica Semplificata (ZLS), che per alcuni territori sarà una vera e propria svolta perché prevede uno sportello unico per le imprese con meno burocrazia, in particolare per le autorizzazioni, e offrirà l’opportunità di usufruire del credito d’imposta. Possiamo considerare la ZLS una leva importante di sviluppo".

Di fronte a questo scenario, il sindacato FlmU-Cub di Cassino propone una svolta radicale, affermando che "le fabbriche sono di chi ci lavora" e che non possono essere oggetto di speculazione. Il sindacato critica l'approccio di "pregare" gli industriali per evitare delocalizzazioni e propone una "riconversione degli stabilimenti industriali" sotto il controllo pubblico e operaio.

La proposta si ispira all'esperienza dell'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), un ente pubblico che nel passato ha gestito centinaia di aziende e che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo industriale italiano. L'idea è quella di creare "fabbriche di pubblica utilità", gestite dal basso con il supporto di enti locali, università e banche etiche. L'obiettivo non è solo mantenere i posti di lavoro, ma anche ripensare il modello produttivo in chiave sociale e territoriale, superando l'attuale paradigma in cui l'operaio dipende esclusivamente dai "padroni". La proposta richiama anche l'esperienza degli operai dell'ex GKN, che hanno elaborato una bozza per un piano di riconversione.





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