Incendio in via Zamosch a Cassino, ecco la verità: "Fu un cortocircuito"

Cronaca - La relazione dei vigili del Fuoco fa chiarezza sulla dinamica dell'incendio che tre mesi fa ha costretto un intero condominio all'evacuazione: confermata la causa accidentale, escluso il dolo. A distanza di quasi cento giorni, le 17 famiglie sono ancora sfollate e senza sussidi. L'amministratore: "Il rientro? Speriamo in un regalo di Natale"

Incendio in via Zamosch a Cassino, ecco la verità: "Fu un cortocircuito"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 25-10-2025 13:27 - Tempo di lettura 2 minuti

L'incendio che lo scorso 22 luglio ha seminato il panico nel cuore di Cassino e che ha quasi distrutto un’intera palazzina nel popoloso quartiere di piazza Restagno costringendo 17 famiglie a lasciare le abitazioni, è stato ufficialmente classificato dai Vigili del Fuoco come un evento di natura accidentale, scatenato da un corto circuito.

La conferma è giunta direttamente dagli uomini del 115 che hanno lavorato a lungo nello stabile e che nei giorni scorsi, a ormai tre mesi dall’accaduto, hanno fornito una corposa relazione all’amministratore del condominio, Marco Ciorra, che a sua volta ha subito avvisato i condomini, al momento ancora sfollati. Il documento evidenzia che l'innesco del rogo è avvenuto a causa di un guasto elettrico nella parte posteriore del locale commerciale di ricambi per moto situato al piano terra dello stabile in via Zamosch. 

Archiviata la fase investigativa, l'intera attenzione si sposta ora sulla questione strutturale del palazzo. Dopo mesi di attesa, è stata finalmente completata la complessa fase di analisi. L'iter burocratico per ottenere l'autorizzazione alle verifiche è stato lungo – ben tre mesi sono stati necessari per sbloccare i permessi – ma i tecnici hanno potuto eseguire i carotaggi e il prelievo dei ferri su tutti gli elementi portanti colpiti dall'alta temperatura.

Tutti i campioni e i relativi risultati di laboratorio sono stati consegnati all'ingegnere Torrice, l'esperto incaricato della perizia. Il destino del palazzo, e quindi il rientro delle famiglie, è appeso all'esito dei suoi calcoli. L'ingegnere, utilizzando software specifici, deve analizzare i dati per determinare l'effettiva tenuta della struttura e stabilire il tipo di intervento necessario per la messa in sicurezza. L’amministratore di condominio Marco Ciorra si è detto fiducioso di ricevere i risultati definitivi entro i prossimi dieci o quindici giorni.

L'obiettivo fissato, sebbene molto ambizioso, è riuscire a far rientrare le famiglie nelle loro case prima delle festività natalizie. Un traguardo difficile, considerando la mole di lavoro da affrontare una volta ottenuta la relazione tecnica.

Dopo l'assemblea condominiale per l'assegnazione dei lavori, la riapertura non sarà immediata. Sarà necessario eseguire tutti i lavori di ripristino, ma soprattutto rifare integralmente le certificazioni del fabbricato. Saranno richiesti i collaudi per la rimessa a pressione di tutti i tubi del gas e l'integrale verifica degli impianti elettrici. A questo si aggiunge l'enorme onere della bonifica e sanificazione degli appartamenti, contaminati dalla fuliggine e dal fumo tossico.

Le unità immobiliari situate immediatamente sopra il piano terra, le più vicine al focolaio, necessiteranno di un'attenzione e un tempo di ripristino maggiori, in quanto i loro solai hanno subito i danni più ingenti. L'amministratore sottolinea come, nonostante il grande sforzo, l'obiettivo sia ambizioso e richiederà la massima cooperazione di tutti gli attori in gioco. In attesa del calcolo strutturale, il condominio ha già iniziato la richiesta di preventivi per stimare i costi salati della sanificazione e delle prime riparazioni. L'entità della spesa, che riguarda sia le parti comuni che le singole unità, si preannuncia ingente.

Proprio su questo punto, emerge il malcontento degli sfollati verso il mancato sostegno esterno: nonostante il Comune di Cassino abbia inoltrato richieste d'aiuto straordinario al Prefetto, alla Regione Lazio e alla Protezione Civile, queste ultime non hanno ancora fornito alcun riscontro concreto o aiuto finanziario. L'unico aiuto finora ricevuto è circoscritto a un solo condomino, che ha visto accogliere la sua richiesta di sussidio da parte del Comune. La speranza, a tre mesi di distanza, è che la conclusione dell'iter tecnico possa finalmente smuovere la situazione, consentendo alle diciassette famiglie di ricostruire la propria vita entro quattro mesi dall'inizio dei lavori.





Articoli Correlati


cookie