Cronaca - L’indagine de 'Il Sole 24 Ore' restituisce una fotografia impietosa: dal calo dei matrimoni all'età media del parto emerge la fatica per le nuove generazioni di costruire un futuro sul territorio. Affitti bassi, ma mancano lavoro stabile, sport e svago. Il verdetto è netto: il territorio non offre prospettive. Vita: "Senza un cambio di rotta perderemo chi deve costruire il domani"
Se si scorre la classifica della “Qualità della vita” dedicata alle generazioni, il verdetto è netto: Frosinone è al 95° posto su 107 province. Un arretramento di ben dieci posizioni rispetto all’85° posto generale che la Ciociaria ha registrato a livello generale nel report stilato da ‘Il Sole 24 Ore’. Il fatto che la provincia del Basso Lazio abbia poco da offrire ai giovani è un elemento che contribuisce, e non poco, a far sì che il territorio a Sud della Capitale perda terreno nella classifica. Ma cosa significa davvero questo numero per un ragazzo o una ragazza che vive in Ciociaria? Andando a scavare nei singoli indicatori, emerge una fotografia impietosa che conferma come il territorio non sia costruito a misura di giovane.
Seguendo l'analisi dei dati, il primo punto da smarcare è quello abitativo. Apparentemente c'è una buona notizia: la provincia è al 23° posto per il canone di locazione. Nella sostanza dei fatti, la classifica dice che affittare casa in Ciociaria costa meno che altrove (l'incidenza sul reddito è del 14,5%). Tuttavia, questo dato va letto in chiaroscuro. Prezzi così bassi in un contesto di scarsa attrattiva non sono necessariamente un vanto, quanto il segnale di una domanda debole. I giovani possono permettersi un tetto senza troppi sacrifici, questo è un fatto. Ma spesso manca tutto il resto intorno, anche questo è un fatto. E il dossier elaborato dal quotidiano economico lo spiega bene.
È quando si cerca cosa fare dopo il lavoro o lo studio che la situazione infatti precipita. La categoria "Sport e Tempo Libero" è quella che penalizza maggiormente il territorio. Per quel che riguarda le aree sportive, Frosinone sprofonda all'89° posto. Mancano spazi fisici adeguati per l'attività motoria e l'aggregazione. La situazione non migliora per l'intrattenimento. La provincia è 89esima per spettacoli e 75esima per concerti. In sintesi: per divertirsi, ascoltare musica o fare sport in strutture adeguate, i giovani sono costretti a spostarsi o ad accontentarsi. Un "deserto" di offerte che pesa enormemente sulla qualità della vita quotidiana.
Ma il capitolo lavoro che ben fotografa perché la Ciociara è ultima nel Lazio per qualità della vita. Da un lato c'è una disoccupazione giovanile che colloca la provincia a metà classifica (al 60° posto, per la precisione). Dall'altro, c'è un dato allarmante sulla stabilità: siamo al 71° posto per trasformazioni a tempo indeterminato. Il "posto fisso" o comunque sicuro è una chimera. Ed è qui che scatta il paradosso segnalato dai dati: l'Imprenditorialità giovanile è infatti alta, al 33° posto. Appare evidente che in un contesto economico così fragile, dove un posto di lavoro con contratto stabile è cosa assai difficile da conquistare, questa spinta a "mettersi in proprio" sembra più una scelta obbligata per sopravvivere alla mancanza di alternative che una reale vocazione imprenditoriale. I giovani ci provano perché il mercato del lavoro dipendente non offre garanzie.
La somma di questi fattori – instabilità lavorativa e mancanza di servizi – ha una conseguenza diretta sulle scelte di vita. L'esempio più eclatante è dato dal 96° posto per indice di nuzialità. I giovani ciociari non si sposano, quasi fanalino di coda in Italia, perché non è facile, in questo contesto, mettere su famiglia. Un dato, quello della nuzialità, che fa il paio con l’età media del parto delle donne: Frosinone scivola al 79° posto. È la prova che l'incertezza economica e sociale blocca i progetti di vita a lungo termine.
A chiudere il quadro ci sono i dati sulla vivibilità urbana. I giovani si sentono poco sicuri - la percezione di insicurezza al 73° posto - e rischiano di più sulle strade (gli incidenti stradali notturni al 76° posto). Inoltre, contano poco nelle stanze dei bottoni: gli amministratori comunali under 40 sono pochi, relegando la provincia all'81° posto per rappresentanza politica giovanile.
La 95esima posizione non è dunque un caso sfortunato. È la somma algebrica di affitti accessibili che non compensano la mancanza di lavoro stabile, di sport, di cultura e di prospettive future. Frosinone, numeri alla mano, non è oggi una provincia per giovani.
LE REAZIONI
"I dati pubblicati dal 'Sole 24 Ore' fotografano con chiarezza una realtà stagnante che, da tempo, si avverte in ogni angolo della nostra provincia. I giovani faticano a trovare spazio nei luoghi dove si decide il futuro del territorio e risultano quasi del tutto assenti dall’agenda politica". A parlare è Lorenzo Vita, già rappresentante degli studenti dell'Unicas e oggi presidente del Consiglio comunale dei giovani di Cassino.
Commentando i dati del lavoro giovani, Vita spiega che sono "il risultato di un mercato che offre quasi esclusivamente impieghi non qualificati, con stipendi bassi e forte precarietà. E i dati ce lo confermano senza possibilità di equivoci". Di chi, la colpa? L'ex rappresentante degli studenti dell'Università di Cassino, non ha dubbi: "Paghiamo il prezzo di una politica miope, che per anni non ha saputo affrontare le sfide che aveva davanti, e di un tessuto imprenditoriale che – salvo alcune eccellenze di cui andare fieri – non ha saputo cogliere il valore dell’innovazione come è avvenuto in molte realtà del Nord. A tutto questo si aggiungono salari insostenibili, che scoraggiano qualunque prospettiva di stabilità".
Come invertire la rotta? "Continuare su questa strada non è possibile" dice il presidente del Consiglio comunale dei giovani della città martire. "La nostra provincia - spiega - rischia una vera e propria desertificazione giovanile, con un’emorragia costante di talenti che scelgono di trasferirsi nel Nord Italia o in altri Paesi europei. Senza un cambio di rotta - chiosa Vita - perderemo la generazione che dovrebbe costruire il nostro domani".
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