Via Zamosch, la burocrazia brucia il Natale degli sfollati. Il rientro? Forse in primavera

Cronaca - A cinque mesi dall'incendio, ancora nulla di fatto. L'amministratore di condominio, a margine dell'ultima riunione conferma il mancato rientro delle 17 famiglie per le festività. Si attendono i calcoli strutturali per avviare i preventivi, lo stabile è ancora inagibile

Via Zamosch, la burocrazia brucia il Natale degli sfollati. Il rientro? Forse in primavera
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 12-12-2025 13:31 - Tempo di lettura 2 minuti

 

A quasi cinque mesi dall'incendio che il 22 luglio scorso ha devastato la palazzina di Via Zamosch, si consolida la triste realtà di un Natale che le 17 famiglie residenti dovranno trascorrere lontano dalle proprie abitazioni. L'obiettivo, ritenuto ambizioso già a fine ottobre, di rientrare prima delle festività si è rivelato purtroppo irrealizzabile, in attesa del  via libera strutturale e dell'inizio effettivo dei lavori di ripristino.

La scintilla che ha dato il via a questa complessa e prolungata vicenda risale all'estate, quando un corto circuito all'interno di un locale commerciale situato al piano terra scatenò il rogo. L'evento, classificato dai Vigili del Fuoco come di natura accidentale, ha compromesso seriamente la stabilità della struttura, rendendo necessario l'allontanamento forzato di 17 nuclei familiari dall'edificio.

L'amministratore di condominio, Marco Ciorra, ha confermato ieri pomeriggio, a margine della riunione con i condomini,  la situazione di stallo, sottolineando come l'iter per l'ottenimento dei permessi necessari per avviare le opere sia ancora in corso, lasciando gli sfollati in una condizione di grande incertezza. Il nodo centrale del ritardo è l'attesa della relazione tecnica finale da parte dell'ingegnere strutturista incaricato.

 A fine ottobre, dopo ben tre mesi di procedure burocratiche, si era finalmente conclusa la fase di analisi strutturale, che aveva incluso carotaggi e prelievi di ferri su tutti gli elementi portanti dell'edificio. Tutti i campioni prelevati e i relativi risultati di laboratorio sono stati consegnati all’ingegnere, i cui calcoli sono essenziali per determinare in maniera definitiva la tenuta della struttura e, di conseguenza, l'esatta entità degli interventi necessari. L'amministratore, che a fine ottobre aveva espresso una cauta fiducia di ricevere i risultati definitivi entro i successivi dieci o quindici giorni, ha dovuto prendere atto di un ulteriore slittamento nella consegna della documentazione, che era prevista originariamente "circa a metà novembre, fine novembre al massimo".

Una volta in possesso della relazione strutturale, si potrà procedere con il passaggio successivo: il preventivo dei lavori, la successiva approvazione da parte dei condomini in assemblea e, infine, la cantierizzazione. Solo a quel punto sarà possibile stabilire una data precisa per la conclusione delle opere, che l'amministratore stima, in linea di massima, si possa concludere entro la primavera, al più tardi in estate, ovvero a un anno esatto dall’incendio.

Marco Ciorra ha tenuto a precisare che la mole di lavoro da affrontare non si limita solo al ripristino strutturale, ma include una complessa "serie di lavorazioni" e adempimenti post-incendio. Sarà necessario procedere alla bonifica e sanificazione degli appartamenti che sono stati contaminati da fuliggine e fumo, con una particolare attenzione per le unità abitative situate immediatamente sopra il focolaio, che hanno subito i danni più ingenti ai solai.

In aggiunta, sarà richiesto un rifacimento integrale delle certificazioni del fabbricato e l'esecuzione di collaudi per l'impianto elettrico e gli impianti a pressione. Senza queste certificazioni, non solo non è possibile rientrare, ma non sarebbe neanche possibile riattivare l'erogazione di servizi essenziali come la corrente elettrica.

L'entità della spesa complessiva, che grava sia sulle parti comuni che sulle singole unità abitative, si preannuncia ingente. Il malcontento degli sfollati rimane forte a causa del mancato sostegno finanziario esterno. Nonostante il Comune di Cassino abbia inoltrato richieste di aiuto straordinario al Prefetto, alla Regione Lazio e alla Protezione Civile, non è ancora giunto alcun riscontro concreto, ad eccezione di un singolo sussidio concesso a un condomino.

In attesa dei dati certi e della conclusione della perizia, l'attenzione del condominio resta concentrata sugli incontri e sulle assemblee necessarie per la pianificazione e per la gestione di questa difficile situazione.

Per le 17 famiglie di Via Zamosch, dunque, si prospettano delle festività natalizie ancora lontane da casa, con la speranza concentrata nella consegna imminente della relazione tecnica finale. Solo con quel documento in mano si potrà sbloccare la situazione in via definitiva, consentendo l'assegnazione dei lavori e l'avvio della ricostruzione.





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