Cronaca - Il maltempo frena i lavori di messa in sicurezza sulla SR 630. Odissea quotidiana per gli studenti e i pendolari, mentre si attende anche la riapertura della galleria Capo di China ad Atina nel tratto compreso tra la città martire e il sorano
Sono passate ormai tre settimane quel ‘maledetto’ 25 gennaio 2026, quando il distacco di un masso al chilometro 13, nel territorio di Esperia, ha trasformato la superstrada Cassino-Formia in una trappola per migliaia di pendolari. Solo la casualità ha evitato che il crollo si trasformasse in tragedia, ma da quel giorno la viabilità tra il Sud Pontino e la Ciociaria è precipitata nel caos.
Nelle ore immediatamente successive al crollo, il blocco totale del traffico ha costretto migliaia di veicoli a riversarsi lungo le arterie secondarie di Esperia, trasformando le strette strade montane in un imbuto infernale dove auto e mezzi pesanti sono rimasti ingolfati per cinque interminabili giorni, paralizzando la vita dei piccoli centri limitrofi.
Solo l'attivazione del senso unico alternato, regolato da un semaforo ha permesso di riaprire parzialmente la viabilità, ma tale soluzione, attiva dal 30 gennaio, si è rivelata un palliativo insufficiente a contenere il flusso costante di pendolari: le code chilometriche continuano a formarsi con snervante puntualità, alimentando una tensione che esplode spesso in manovre pericolose, con automobilisti che forzano il rosso o azzardano sorpassi pur di sfuggire a quell'attesa infinita.
A pagare il prezzo più alto di questo isolamento di fatto sono gli studenti dei comuni della Valle dei Santi che devono raggiungere gli istituti superiori di Cassino; per loro, il viaggio è diventato una roulette russa di ritardi sistematici, con l'arrivo in classe che slitta quotidianamente di decine di minuti nonostante le partenze anticipate.
In questo scenario di incertezza, i sindaci del territorio cercano di mediare tra le proteste dei cittadini e le oggettive difficoltà tecniche. Giuseppe Villani, sindaco di Esperia, ha evidenziato come l’intervento degli operai Astral con le bandiere stia aiutando a defluire il traffico mattutino, ma ha ribadito che per la messa in sicurezza definitiva serve una finestra di almeno due o tre giorni di sole che permetta di imbracare la porzione di collina rimasta instabile.
Un appello alla clemenza del meteo condiviso anche da Oreste De Bellis, sindaco di Castelnuovo Parano, il quale ha confermato che, nonostante l’ottimizzazione dei tempi semaforici, l’unica via d’uscita è una settimana di lavoro continuativo che solo l’assenza di pioggia può garantire, sottolineando che senza condizioni atmosferiche perfette l’elicottero necessario alle operazioni in quota non può alzarsi in volo.
Proprio il sindaco di Castelnuovo Parano, Oreste De Bellis, era intervenuto in maniera più netta agli inizi del mese di febbraio, chiedendo ad Astral di procedere con il personale, oltre che con l’impianto semaforico denunciando una situazione "non più sostenibile e potenzialmente pericolosa, in quanto le code chilometriche generano un concreto rischio di investimento per i pedoni e impediscono il regolare transito dei mezzi di soccorso”.
Da allora sono passati dieci giorni: i disagi alla viabilità si sono leggermente attenuati ma una data ufficiale per il ripristino del doppio senso di marcia non esiste e, nella migliore delle ipotesi, la situazione rimarrà precaria per almeno un'altra decina di giorni, portando a un mese esatto la durata del cantiere.
La speranza di una "liberazione" viaria sembra ora proiettata verso il mese di marzo, periodo in cui si attende non solo la normalizzazione del tratto di Esperia, ma anche la tanto agognata riapertura della Cassino-Sora nel tratto di Atina, dove la galleria Capo di China è sbarrata da ormai un anno per complessi lavori di manutenzione.
Fino ad allora, il comprensorio del Lazio Meridionale resta prigioniero dei disagi e c'è il costante timore che ogni goccia di pioggia possa allontanare ancora di più il traguardo del ritorno alla normalità.
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