"Cassino, impianti sportivi nel fango". La Lega sferra un nuovo attacco

Politica - Il Vice Segretario Maraone: "Altro che “Città dello Sport”: questa è la città delle occasioni perse"

"Cassino, impianti sportivi nel fango". La Lega sferra un nuovo attacco
di Redazione - Pubblicato: 16-02-2026 14:30 - Tempo di lettura 2 minuti

Mentre la città ha visto solo i rendering in Campagna elettorale, i nostri ragazzi non hanno nulla da fare.

Scrivo come Vice Segretario della Lega a Cassino, ma soprattutto come cittadino e padre che vede ogni giorno una realtà ormai sotto gli occhi di tutti: a Cassino i ragazzi non hanno spazi, non hanno strutture, non hanno alternative.

E non per caso. Ma per anni di scelte sbagliate, rinvii e promesse mancate.  Altro che “Città dello Sport”: questa è la città delle occasioni perse. Da una parte ci sono manifesti, rendering e slogan. Dall’altra c’è la vita vera. La vita dei ragazzi che: finiscono la scuola e non sanno dove andare; vogliono fare sport ma non hanno impianti pubblici funzionanti; vengono lasciati per strada o davanti a uno schermo, perché il Comune non garantisce alternative sane.

Io questa realtà l’ho mostrata senza filtri. Alla piscina comunale ho trovato abbandono, canneti, cemento che si sgretola. Un luogo che dovrebbe essere sport, salute e socialità, ridotto a simbolo di incuria totale. Stadio Salveti: promesse sui cartelli, fango nella realtà; cartelli che parlano di lavori e milioni di euro, ma strutture degradate, manutenzione assente e sport trattato come un fastidio.

Questa è la fotografia della gestione dell’amministrazione guidata dalla Enzo Salera. Lo sport pubblico non è un lusso: è prevenzione, educazione, futuro Qui non stiamo parlando di calcio o nuoto come capricci. Parliamo di sport pubblico, che significa: tenere i ragazzi lontani dal disagio; offrire educazione, regole e socialità; dare alle famiglie un aiuto concreto, non a parole.

Quando il Comune abbandona gli impianti, abbandona anche i giovani. E oggi a Cassino: i ragazzi non hanno nulla da fare; le famiglie sono costrette ad andare fuori città o a rinunciare; chi non può permettersi il privato resta escluso. 

Denunce ignorate, ma il conto lo pagano i cittadini. Queste denunce non erano propaganda.Erano avvertimenti chiari, fatti per tempo. L’amministrazione ha scelto di non ascoltare. E ora il prezzo lo paga Cassino, non chi governa. Basta slogan: servono risposte subito. A Cassino non servono più: disegni, promesse, frasi rassicuranti.

Servono: atti concreti, tempi certi, impianti sportivi pubblici aperti e funzionanti. Come Lega continueremo a incalzare questa maggioranza. Chiediamo rispetto, responsabilità e verità. I nostri ragazzi non possono aspettare. Lo sport pubblico è un diritto.


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