Cassino tra smog, parcheggi e ristori negati: serve rispetto per il nostro territorio

Politica - Antonio Maraone, Vice Coordinatore della Lega Cassino, analizza le criticità relativi ai dati Arpa Lazio

Cassino tra smog, parcheggi e ristori negati: serve rispetto per il nostro territorio
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 03-03-2026 14:17 - Tempo di lettura 2 minuti

Come Antonio Maraone, Vice Coordinatore della Lega Cassino, sento il dovere di intervenire su una situazione che non può più essere ignorata. I dati ufficiali di ARPA Lazio si collocano tra i più preoccupanti della regione e collocano Cassino ai primi posti nel Lazio per superamenti di PM10. Non sono opinioni, sono numeri. Una fotografia ambientale allarmante che dovrebbe imporre scelte strutturali, pianificazione seria e coraggio amministrativo.

E invece si continua a parlare di isole pedonali come se fossero la soluzione a tutto.

La chiusura di una strada del centro è stata presentata come svolta ecologica, ma senza un vero Piano Urbano del Traffico, senza una gestione alternativa dei flussi, senza investimenti concreti nel trasporto pubblico, il traffico non sparisce: si sposta. E dove si sposta, aumenta congestione e smog. Sul fronte parcheggi la situazione è sotto gli occhi di tutti: sempre più strisce blu, sempre meno aree gratuite. Le zone libere si concentrano quasi esclusivamente tra Piazza Miranda e Nicholas Green.

Il risultato è evidente: chi lavora in centro paga ogni giorno; chi deve fare commissioni brevi è costretto al ticket; chi cerca parcheggio gratuito gira più a lungo, aumentando traffico e inquinamento. Altro che mobilità sostenibile. Ma il tema centrale, quello su cui come Lega stiamo portando avanti una battaglia chiara e determinata, è un altro: il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio.

A pochi chilometri da Cassino opera uno degli impianti più impattanti del territorio. Se il nostro comprensorio sopporta un peso ambientale così rilevante, è doveroso pretendere ristori concreti e strutturali. In particolare chiediamo che i ristori vengano destinati al territorio di Cassino, con priorità per le aree maggiormente esposte all’impatto del termovalorizzatore, attraverso misure concrete e verificabili a favore dei cittadini.

Stiamo chiedendo: fondi vincolati per la sanità locale; monitoraggi ambientali aggiuntivi e costanti; investimenti obbligatori sul territorio; misure di compensazione proporzionate all’impatto ambientale effettivo. Non è accettabile che Cassino si collochi tra le città più inquinate della regione e, allo stesso tempo, non ottenga benefici adeguati rispetto al peso che sopporta.

La nostra battaglia sui ristori non è propaganda: è una questione di giustizia territoriale. Se un territorio contribuisce al sistema regionale, quel territorio deve essere tutelato e compensato. Governare non significa moltiplicare parcheggi a pagamento e inaugurare provvedimenti spot. Significa affrontare i problemi quando i dati, nero su bianco, dicono che l’aria è tra le peggiori del Lazio. Continueremo a farlo con determinazione, nell’interesse esclusivo dei cittadini.

 





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