Cronaca - A un anno dall'audace iniziativa per ritrovare le proprie radici, la donna italo-canadese saluta la terra di suo padre Antonio: "Non è un addio, mi avete fatto sentire una di voi. Presto tornerò a Cassino"
Esattamente un anno fa, la storia di Cristina Valente commuoveva l’intera città di Cassino. Arrivata dal Canada con il sogno di ritrovare le proprie radici, Cristina aveva sfidato la sorte lasciando oltre 200 lettere sulle tombe del cimitero di Sant'Angelo in Theodice. Oggi, a distanza di dodici mesi, quel sogno non solo si è avverato, ma si è trasformato in una nuova vita. In una lunga e toccante lettera inviata oggi alla comunità, al sindaco Enzo Salera e a chi l’ha sostenuta, Cristina annuncia con gioia il bilancio di questo anno straordinario: oltre 50 nuovi parenti ritrovati e un legame indissolubile con la terra dei suoi avi. (LEGGI QUI: Da Toronto a Cassino, sulle tracce delle radici familiari: la storia di Cristina Valente).
Per capire la gioia di oggi, bisogna tornare al 1956. In quell’anno Antonio Valente, nato a Cassino nel 1932, lasciò la sua terra martoriata dal dopoguerra per cercare fortuna in Canada. Antonio non dimenticò mai le sue radici, trasmettendo alla figlia Cristina un amore viscerale per quella frazione, Sant’Angelo in Theodice, che portava sempre nel cuore.
Dopo la scomparsa del padre nel 2019, Cristina ha coltivato un sogno: ritrovare quella famiglia che Antonio aveva lasciato oltreoceano. Un sogno diventato realtà nel 2025, quando, approfittando di un anno sabbatico e dell’atmosfera del Giubileo, è atterrata in Italia con una missione precisa.
Il metodo scelto da Cristina e suo marito resterà nella storia della cronaca locale per la sua poetica audacia. Il 3 febbraio 2025, armata di pazienza e speranza, la donna ha depositato una lettera scritta di suo pugno su ben 215 loculi nei cimiteri di Cassino e Sant’Angelo, ovunque riposasse un "Valente".
La svolta arrivò il venerdì successivo, il 7 febbraio. Galeotta fu la visita al camposanto di un ragazzino di 13 anni, Giacomo, che insieme alla mamma notò quel foglio bianco. Grazie alla curiosità del piccolo e alla risonanza mediatica data anche su queste colonne, il messaggio arrivò a destinazione. Marco Valente, cugino di Cristina, trovò quella stessa lettera sulle tombe di suo padre Luigi e di suo nonno Giuseppe. Da quel momento, il muro del silenzio durato decenni è crollato.
Oggi, Cristina ha voluto diramare una nuova lettera, questa volta non di ricerca, ma di immenso ringraziamento. Un bilancio che parla di 50 parenti ritrovati e di un’accoglienza che è andata oltre ogni aspettativa. "Oggi scrivo questa lettera con le lacrime agli occhi e tanta felicità. L'anno 2025 rimarrà impresso per sempre nel mio cuore. Ho avuto modo di incontrare oltre 50 membri della mia famiglia e di trascorrere tempo di qualità con ognuno di loro. In questo primo anniversario, volevo ringraziarvi per l'aiuto nella ricerca dei miei parenti, per le vostre gentili parole e per avermi fatto sentire anch'io una cassinate".
Il racconto dei mesi trascorsi in Italia sembra una cronaca di pura felicità familiare. Cristina non ha solo dato un volto ai nomi dell'albero genealogico, ma ha vissuto la quotidianità tipica del basso Lazio: i viaggi tra Gaeta, Sperlonga e Roma, ma soprattutto l'intimità delle tavolate domestiche. "Ho avuto modo di incontrare oltre 50 membri della mia famiglia e di trascorrere tempo di qualità con ognuno di loro. Abbiamo condiviso deliziosi pasti con prodotti dell'orto che hanno dato un sapore fresco all'esperienza... ho persino preso qualche chilo!" racconta con un pizzico di ironia. L'integrazione è stata così profonda che Cristina ha trascorso qui anche le festività più sentite: "Il mio primo Natale e Capodanno con la mia famiglia italiana è stato semplicemente incredibile. Era come se ci conoscessimo da sempre".
La conclusione della lettera non lascia spazio alla malinconia, ma apre a un futuro fatto di continui ritorni. Cristina si prepara a tornare in Canada, ma il suo non è un saluto definitivo: "Mentre mi preparo a tornare a casa, non vi dico addio, vi dico arrivederci perché ci rivedremo presto. Siete il regalo più grande che potessi ricevere". Cassino riabbraccia così una sua figlia che, con la forza di una lettera lasciata su una tomba, è riuscita a ricostruire un ponte d'amore tra due continenti.
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