Pontecorvo - Tra i firmatari del documento che sarà presentato nel consesso del partito democratico di Pontecorvo diversi dirigenti provinciali e del Pd di Pontecorvo, tra cui Paolo Renzi, Daniele Mattaroccia, Valerio Fresilli, Maurizio Paolozzi
Un appello per introdurre le primarie civiche come strumento democratico per individuare il candidato sindaco dell’area alternativa all’attuale maggioranza.
È quello contenuto nel documento che un gruppo di firmatari presenterà alla prossima assemblea degli iscritti del Partito Democratico di Pontecorvo in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026.
Tra i firmatari del documento che sarà presentato nel consesso del partito democratico di Pontecorvo diversi dirigenti provinciali e del Pd di Pontecorvo, tra cui Paolo Renzi, Daniele Mattaroccia, Valerio Fresilli, Maurizio Paolozzi.
L’assemblea dovrebbe tenersi nei prossimi giorni, appena terminate le elezioni provinciali che si terrà Domenica e lunedi prossimo.
Secondo i promotori dell’iniziativa, il quadro politico cittadino è oggi caratterizzato da una forte frammentazione dell’opposizione, con la presenza di diversi gruppi civici, esperienze associative e personalità che intendono contribuire alla costruzione di un’alternativa alla maggioranza guidata dal sindaco uscente Anselmo Rotondo.
Proprio per evitare la dispersione del consenso e favorire un percorso unitario, i firmatari propongono di affidare direttamente ai cittadini la scelta del candidato sindaco attraverso lo strumento delle primarie civiche.
«La scelta del candidato non può essere il risultato di accordi ristretti o decisioni calate dall’alto – spiegano – ma deve nascere da un processo partecipato, trasparente e aperto alla comunità».
Nel documento si sottolinea come le primarie rappresentino non solo una modalità di selezione, ma anche un momento di partecipazione politica capace di rafforzare la legittimazione del candidato e favorire la costruzione di un progetto condiviso per la città.
Tra le proposte avanzate dai firmatari vi sono l’adozione di un regolamento chiaro per la partecipazione alle primarie, la creazione di una commissione indipendente di garanzia e l’organizzazione di incontri pubblici e dibattiti tematici durante il percorso di confronto tra i candidati.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un’alternativa credibile e unitaria in vista delle elezioni amministrative. «Le primarie – si legge nel documento – non dividono ma uniscono, perché trasformano la competizione interna in un momento di legittimazione democratica».
Il testo si conclude con un invito alla responsabilità politica e alla lealtà tra i partecipanti: chi prenderà parte alle primarie dovrà impegnarsi a riconoscere il risultato e a sostenere il candidato vincitore nella successiva competizione elettorale.
I tempi stringono ma, con la volontà di tutti, ci sarebbe ancora la possibilità di concretizzare uno strumento di democrazia straordinario, come le primare!
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