Pontecorvo - La 'longa manus' di De Angelis impone l'ex assessore della giunta Rotondo, Narducci. Di Prete sembra pronto alla corsa solitaria, mentre Paliotta si candida con Rotondo: "La mia identità politica e i miei valori non cambiano, ma oggi sento il dovere di anteporre l'interesse della nostra comunità a logiche di partito che spesso appaiono distanti dalla realtà". Cronaca di una disfatta annunciata
Doveva essere il tempo della sintesi e del rilancio, ma a sole due settimane dal congresso unitario che ha incoronato Achille Migliorelli segretario provinciale, il Partito Democratico scivola sulla prima buccia di banana elettorale. Il teatro del caos è Pontecorvo, comune chiave che tornerà al voto il 24 e 25 maggio, dove il tentativo di costruire un fronte comune contro il centro-destra sembra naufragare dopo la riunione di venerdì sera che ha lasciato sul campo più macerie che accordi.
La riunione, nata con l'intento di individuare un candidato unitario per scalzare il sindaco uscente Anselmo Rotondo, si è trasformata nell'ennesima dimostrazione di quanto le dinamiche provinciali pesino (e spesso danneggino) quelle locali. Al centro della contesa ci sono le manovre di Francesco De Angelis, presidente regionale del partito, la cui influenza sembra spingere verso la candidatura di Narducci.
Il paradosso è tutto politico: Narducci è stato, fino a pochissimi mesi fa, un assessore proprio della giunta Rotondo. Una scelta che molti nella base dem faticano a digerire e che viene vista come un "trapianto" forzato più che come una reale alternativa di governo.
Il risultato di questo braccio di ferro è la frammentazione totale. Ad oggi, il quadro che si profila vede le opposizioni divise in almeno due tronconi: la candidatura di Narducci, che sembra avere il placet dei vertici regionali e la probabile corsa di Di Prete, espressione di un’area che non intende piegarsi a logiche di "continuità mascherata".
Questa spaccatura è musica per le orecchie di Anselmo Rotondo. Con un fronte avversario così polverizzato, la strada per il suo terzo mandato appare non solo spianata, ma quasi una formalità, tant'è che incassa anche il sostegno di Annalisa Paliotta, già candidata alle regionali con i dem e una delle figure di spessore del Pd di Pontecorvo, e che così motiva la sua scelta: "La mia identità politica e i miei valori non cambiano, ma oggi sento il dovere di anteporre l'interesse della nostra comunità a logiche di partito che spesso appaiono distanti dalla realtà," dichiara Annalisa Paliotta.
Spiega ancora Paliotta: "Scelgo di sostenere il progetto di Anselmo Rotondo perché credo sia garanzia di stabilità e possa offrire una visione inclusiva per il nostro futuro. È una scelta di libertà che rivendico con orgoglio."
"Non è un addio ai miei ideali, ma un nuovo modo di concretizzarli ," conclude Paliotta. "Metto la mia storia e la mia faccia a disposizione di un progetto che mette la città al primo posto. Insieme ad Anselmo Rotondo, siamo pronti a scrivere una pagina di buona politica per tutti. Una scelta di responsabilità e apertura per un progetto civico e trasversale"
Se il buongiorno si vede dal mattino, per Achille Migliorelli le nubi all'orizzonte sono già piuttosto fitte. Il segretario si trova schiacciato tra la necessità di affermare la sua autonomia e la "longa manus" di De Angelis che continua a dettare i tempi nelle piazze forti della provincia.
La "stecca" di Pontecorvo non è solo un problema locale: è il segnale che l'unità celebrata al congresso rischia di restare un concetto astratto, utile per le foto di rito ma incapace di tradursi in una strategia vincente nei comuni al voto. Se il PD non riuscirà a ricomporre questa frattura in tempi record, la prima vera sfida della nuova segreteria potrebbe trasformarsi in una rovinosa Caporetto.
Articolo precedente
Scacchi, Cassino si prepara a una domenica da Maestri con l’ASD ErreJEffe