Cronaca - Dopo il divieto della Questura per inagibilità, i sostenitori della Theodicea seguono le gare dall'esterno tra rischi e disagi. Persechino: "Le istituzioni intervengano per restituire un presidio sociale alla comunità"
Il calcio a Sant’Angelo non è più lo stesso. Da quando la Questura ha notificato il divieto di accesso al pubblico per l'inagibilità dell’impianto sportivo locale, gli spalti sono rimasti deserti, lasciando i sostenitori della Theodicea in una sorta di limbo burocratico. Una situazione che ha spinto il Comitato per la liberazione dei diritti dei cittadini e la restaurazione dei doveri delle istituzioni a scendere in campo con un appello formale alle autorità.
I tifosi più caldi, i cosiddetti "Theos", non hanno però abbandonato la squadra. Nonostante i cancelli chiusi, continuano a seguire le partite radunandosi nelle aree circostanti la struttura. Una soluzione d'emergenza che il Comitato definisce però "inadeguata", sottolineando come manchino le minime garanzie di sicurezza per i cittadini costretti a seguire il match da postazioni di fortuna, pur di non far mancare il proprio calore ai giocatori.
Il presidente del Comitato, Silvio Persechino, e il responsabile della comunicazione, Massimiliano Evangelista, hanno espresso forte preoccupazione per quello che non è solo un problema tecnico-logistico, ma una ferita al tessuto sociale della frazione.
"Tale situazione rappresenta una criticità rilevante non solo sotto il profilo sportivo, ma anche sociale", si legge nella nota ufficiale. "Il calcio riveste nel contesto locale un ruolo centrale quale strumento di aggregazione e identità territoriale."
La richiesta è chiara: serve un intervento rapido e risolutivo. Il Comitato chiede alle istituzioni competenti di attivare con la massima urgenza le procedure per il ripristino dell'agibilità. L'obiettivo è restituire ai tifosi il diritto di vivere la partita in modo civile e sicuro, all'interno della loro "casa" sportiva.
"Restituire ai tifosi la possibilità di sostenere la propria squadra dagli spalti significa restituire valore alla comunità", conclude l'appello. Ora la palla passa alle autorità, chiamate a dare una risposta concreta a una comunità che non vuole più restare fuori dal recinto di gioco.