Allarme inquinamento a Cassino: 49 giorni oltre i limiti PM10

Cronaca - Rischio superamento limite annuo di 50 giorni senza misure di contrasto. Richiesti provvedimenti immediati e trasparenza, con l'ombra di una denuncia per omissione d'atti d'ufficio. La denuncia dell'ambientalista Edoardo Grossi

Allarme inquinamento a Cassino: 49 giorni oltre i limiti PM10
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 16-12-2025 18:15 - Tempo di lettura 2 minuti

"Ben 49 giorni di aria fuori legge: a Cassino nessuna misura di contrasto". La denuncia arriva dall'ambientalista Edoardo Grossi, che spiega: "Oggi a Cassino probabilmente verrà raggiunto il limite massimo annuale di superamenti delle PM10: 50 giorni oltre i valori consentiti, senza che sia stata adottata alcuna misura concreta di contrasto. Un dato gravissimo, certificato da ARPA Lazio, che parla di inerzia istituzionale e di totale mancanza di tutela della salute pubblica.

L’aria che respiriamo non è un dettaglio né una fatalità: è una responsabilità. E chi governa il territorio non può continuare a far finta di nulla.

Si chiede pertanto l’attivazione immediata di provvedimenti concreti (limitazioni al traffico, controlli sulle emissioni, misure temporanee di emergenza e piano strutturale di risanamento dell’aria), nonché la comunicazione trasparente alla cittadinanza delle azioni intraprese".

Argomenta ancora Grossi: "È emblematico: Frosinone, con livelli di inquinamento inferiori ai nostri, ha adottato misure emergenziali. Cassino, invece, non ha mosso un dito. Se non si interviene subito, si va verso una denuncia per omissione d’atti d’ufficio, perché la salute dei cittadini non può essere trascurata". 

"Il Sindaco, in quanto massima autorità sanitaria locale, ha il dovere di tutelare la salute pubblica mediante ordinanze urgenti in caso di pericoli per la comunità, comprese emergenze sanitarie o igienico-sanitarie. L’inadempimento di tali obblighi può configurare responsabilità amministrativa e penale.

Le autorità competenti – Procura, Prefettura, ASL – hanno il dovere di intervenire d’ufficio o su segnalazione per garantire il rispetto della legge e dei diritti fondamentali dei cittadini, come sancito dall’art. 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto primario e inviolabile".





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