Rocca d’Evandro, il GrIG incalza il Comune: “Si attui la sentenza sugli usi civici"

Alto Casertano - Il Gruppo d’Intervento Giuridico sollecita Comune e Regione per l'attuazione della sentenza. Dopo il pronunciamento del Commissario di Napoli che ha dichiarato illegittime le alienazioni nell'area industriale e nel Feudo Vandra, l'associazione ecologista invia un'istanza per verificare lo stato di reintegra dei terreni a favore della collettività locale

Rocca d’Evandro, il GrIG incalza il Comune: “Si attui la sentenza sugli usi civici"
di Redazione - Pubblicato: 15-04-2026 10:39 - Tempo di lettura 3 minuti

Come ormai noto, il Commissario per gli Usi Civici di Napoli, con sentenza n. 6/2025 del 16 ottobre 2025, ha deciso che il demanio civico di Rocca d’Evandro, esteso per circa 584 ettari, deve essere reintegrato in favore della collettività locale titolare dei diritti di uso civico. La sentenza ha considerato inefficaci le presunte sdemanializzazioni operate su impulso comunale, chiarendo che la previsione urbanistica di una zona industriale su tali aree non ha fatto perdere ai terreni le caratteristiche di terre collettive.

Secondo quanto riportato da Stefano Deliperi per il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), il Comune di Rocca d’Evandro, in quanto soccombente, è tenuto a effettuare le operazioni di recupero dei terreni in precedenza alienati illegittimamente.

La Regione Campania dovrà invece eseguire le "azioni sistematorie" e le "iniziative volte alla reintegra del compendio demaniale civico, oggetto di illegittimi mutamenti di destinazione d’uso", in assenza di attività comunale. Della vicenda è stata interessata anche la Procura regionale della Corte dei Conti per la valutazione di potenziali danni erariali.

Il procedimento presso il Commissariato napoletano ha verificato l’illegittimità dei lavori di taglio di alberi e della relativa occupazione privata nel bosco del Feudo Vandra. I Carabinieri Forestale hanno accertato "l'esecuzione di un cambio di destinazione da bosco ceduo a terreno nudo, mediante l'eliminazione con mezzo meccanico della vegetazione arborea" in assenza di atti abilitativi.

Tuttavia, nonostante l’ordinanza di sospensione emessa dall'Area Tecnica comunale l'8 marzo 2024, il GrIG segnala che a distanza di mesi non si ha notizia di alcuna attività per il recupero dei terreni illegittimamente occupati. Dunque, in data 13 aprile 2026, l'associazione ha inviato una specifica istanza per conoscere lo stato di attuazione delle disposizioni della sentenza.

Stefano Deliperi è netto nel ribadire la posizione dell'associazione: "Bisogna mettersi in testa una volta per tutte che i terreni a uso civico sono a destinazione ambientale e per l’uso sostenibile della collettività locale, i terreni a uso civico non sono un bancomat da utilizzare a piacimento". Infine, secondo il portavoce del GrIG, il Commissario ha ora ristabilito la legalità e i diritti dei cittadini: "E le sentenze si rispettano e si attuano".





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