Cronaca - Comuni paralizzati dal nodo normativo: senza chiare indicazioni ministeriali, i dispositivi non entreranno in funzione. Da quattro mesi, quando il Prefetto ha dato l'ok, nessuno dei nove rilevatori è attivo. A San Vittore c'è anche un problema di competenza territoriale, Ferentino getta la spugna e rinuncia
Quattro mesi. Tanto è passato dal 14 agosto scorso, giorno in cui un decreto del vice Prefetto di Frosinone Vicario Bombagi annunciò un significativo rafforzamento dei controlli stradali. L'autorizzazione all'installazione o all'utilizzo di ben nove nuovi dispositivi di rilevamento della velocità lungo le principali arterie della provincia, dalla trafficatissima Casilina alla Superstrada Cassino-Sora, era stata presentata come una misura indispensabile per innalzare gli standard di sicurezza e ridurre l'elevato tasso di incidentalità su tratti stradali tristemente noti.
Nonostante l'urgenza con cui l'intervento era stato pianificato, la realtà sul campo è oggi ben diversa: la grande ondata di controlli è rimasta inattuata, con i dispositivi, in molti casi, ancora da installare o, come a San Giorgio a Liri, montati ma non ancora attivati.
La causa di questo prolungato stand-by risiede interamente in un complesso nodo normativo dopo una recente sentenza della Cassazione che ha cambiato i criteri per quel che riguarda l’omologazione dei dispositivi da parte del Ministero. Il timore dei comuni di esporre l'operato della Polizia Locale a un'ondata di ricorsi da parte degli automobilisti è dunque concreto e fondato: la questione ruota attorno alla differenza tra la certificazione dei dispositivi, che attesta la loro conformità tecnica, e la loro omologazione da parte del Ministero, che ne garantisce la piena validità legale per l'uso sanzionatorio.
I sindaci si trovano in una situazione di attesa e cautela, in quanto 'assenza di un quadro normativo definito in materia di omologazione espone le Amministrazioni a un elevato rischio di contenzioso, con la concreta possibilità che multe emesse in assenza del via libera ministeriale vengano sistematicamente annullate.
Il Comandante della Polizia Locale di Cassino, Giuseppe Acquaro, ha confermato che le ditte fornitrici degli autovelox hanno consigliato di "attendere autorizzazioni e indicazioni chiare da parte del Ministero". Questo clima di incertezza ha portato a una sospensione generalizzata delle procedure in tutti i Comuni interessati.
Sulla Superstrada Cassino-Sora, ad esempio, nel territorio di Sant'Elia Fiumerapido, il sindaco ha chiarito la necessità di aspettare, spiegando che "bisogna attendere le nuove indicazioni ministeriali prima di procedere, altrimenti siamo esposti a ricorsi". La stessa cautela si riscontra in altri snodi fondamentali, dove i dispositivi restano inattivi.
A Giuliano di Roma, sull'importante via dei Monti Lepini, l'autovelox non è stato ancora installato, con il sindaco che ha demandato la gestione dell'attesa al Comandante della Municipale. Un ‘problema nel problema’ si presenta poi a San Vittore del Lazio, sulla Casilina, dove, oltre alla questione dell'omologazione, la sindaca Nadia Bucci ha sollevato la necessità di "capire con Anas se quel tratto di strada è di nostra competenza o meno prima di poter procedere".
Il comune di Ferentino, addirittura, decide di non installare il nuovo autovelox sulla via Casilina all'altezza del centro commerciale Orizzonte in direzione Frosinone. La decisione di rinunciare al nuovo apparecchio per la misurazione della velocità in una delle arterie più trafficate della città è stata presa a larga maggioranza dall'amministrazione comunale dopo non poche polemiche.