"Parentopoli"... di sesto grado! Salera: "Sulla correttezza e sulla legalità non transigiamo"

"Parentopoli"... di sesto grado! Salera: "Sulla correttezza e sulla legalità non transigiamo"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 24-06-2021 00:00

IL FATTO - Le indagini della Guardia di Finanza, le notizie della mattina e le parole del sindaco di Cassino

Dal Responsabile delle relazioni con la Stampa dell’amministrazione Salera, riceviamo e pubblichiamo

Vari organi di stampa nel diffondere la notizia “Parentopoli nel frusinate, 13 indagati”, in un passaggio in cui ci si riferisce tra gli altri, all’avviso di garanzia ad un vincitore del concorso, fanno uno scorretto, forzato, allusivo accostamento del nome di costui al sindaco di Cassino Enzo Salera. Lo fanno nel punto in cui, con una proposizione incidentale, messa tra parentesi, si scrive che si tratta di “un parente stretto del sindaco di Cassino Salera”. (LEGGI QUI: Vigile urbano assunto a Villa Santa Lucia, 13 indagati)

Con il vincitore di concorso in questione il rapporto di parentela del primo cittadino della città Martire è tutt’altro che stretto, trattandosi di una parentela dell’ordine del 6° grado, tra le centinaia di persone con il cognome Salera di questa città.

“L’intento dell’autore dello scritto – rileva il Sindaco - è sin troppo evidente: trascinare in qualche modo il sindaco di questa città in una vicenda nella quale non c’entra assolutamente nulla, insinuando in maniera maldestra e scorretta, una qualche indebita ingerenza o pressione o quant’altro ancora su chi aveva il potere di decidere. Questione su cui è impegnata a far luce la Magistratura nel cui operato riponiamo la massima fiducia”.

“La mia amministrazione - ha detto il sindaco – ha improntato la propria condotta politico-amministrativa alla correttezza e al rispetto della legalità. Così come abbiamo fatto, e dimostrato, con l’espletamento di ben sette procedure concorsuali nel nostro Comune. Sulla correttezza e sulla legalità abbiamo costruito il nostro percorso e il nostro modello di vita. E’ un qualcosa su cui non transigiamo. Perciò non vorremmo essere costretti ad intraprendere la via giudiziaria a tutela della nostra onorabilità. Onorabilità, un valore per noi assai prezioso, che difenderemo con tutte le nostre forze”.





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