Politica - Gelo glaciale e saluti formali al congresso dem: a Cassino l'accordo unitario non spegne le fiamme della guerra interna tra la leadership regionale e il governo cittadino. Il volto teso di Fernando Cardarelli diventa l'emblema di un PD locale schiacciato tra i veti incrociati e l'ombra di Sara Battisti. Di Rollo suona la carica: "In questo quadro, sostenere con convinzione la candidatura del Sindaco alle elezioni provinciali ha rappresentato una scelta politica e istituzionale di prospettiva"
Se la politica è fatta di simboli, il congresso del Partito Democratico celebratosi oggi a Cassino ne ha offerti due, entrambi impietosi: un luogo di fortuna in Piazza De Gasperi – scelto perché il circolo locale è ancora incredibilmente senza una sede – e i volti segnati da una tensione che nessun comunicato ufficiale può nascondere.
Nonostante si trovasse nel cuore della città martire, il Presidente regionale Francesco De Angelis ha scelto la via del "silenzio punitivo". Nel suo comunicato post-congressuale, De Angelis ha parlato di sanità, lavoro e partecipazione, ma ha evitato accuratamente ogni riferimento all'esperienza amministrativa di Enzo Salera. Un’omissione che urla: mentre il leader si è concentrato quasi esclusivamente su Frosinone e sulla sfida per riconquistare il capoluogo, il governo Salera a Cassino è stato di fatto ignorato, quasi fosse un corpo estraneo alla nuova architettura del partito.
L’emblema plastico di questa crisi è Fernando Cardarelli. Segretario in pectore del circolo di Cassino in vista del congresso di febbraio, Cardarelli è apparso durante i lavori con il volto cupo, visibilmente teso. La sua figura oggi rappresentava la sintesi delle lacerazioni interne: stretto tra l’incudine dell’amministrazione comunale e il martello della linea di De Angelis e Migliorelli, Cardarelli incarna un circolo che deve ancora trovare una casa fisica e una pace politica. La sua espressione tesa era il termometro di una sala dove l’aria si tagliava col coltello e dove le divisioni dei giorni scorsi sono apparse tutt’altro che superate.
I gesti hanno confermato il clima di "guerra fredda". Il saluto di Enzo Salera con Francesco De Angelis e Achille Migliorelli è stato di una freddezza glaciale, un passaggio burocratico privo di quell'entusiasmo che dovrebbe accompagnare una nuova fase unitaria. Ma è l'attesa per l’arrivo di Sara Battisti, attesa più tardi e verosimilmente accompagnata da Luca Fardelli, a definire i nuovi equilibri.
C’è da scommettere che con lei l’atmosfera cambierà radicalmente. La consigliera regionale esce infatti politicamente fortificata da una guerra intestinale che si è conclusa con un accordo unitario che, nei fatti, ha penalizzato pesantemente l’amministrazione Salera e il sindaco. Se per De Angelis e Migliorelli è stata la giornata del gelo, per l’area che fa capo alla Battisti si tratta della celebrazione di una vittoria strategica che ha spostato il baricentro del PD provinciale, lasciando Cassino isolata.
Resta il dato di un congresso svoltosi in Piazza De Gasperi, in una sistemazione precaria che riflette lo stato attuale del PD cassinate: un partito sfrattato, non solo fisicamente, dai centri decisionali che contano, stretto in un accordo che sembra aver sacrificato le istanze del governo locale sull'altare di nuovi equilibri provinciali. Il congresso di febbraio dirà se Cardarelli riuscirà a ricucire questi strappi o se il volto teso di oggi diventerà la maschera permanente di un circolo allo sbando. Le elezioni provinciali di marzo diranno infine se Enzo Salera riuscirà a ottenere la rivincita che sta studiando in ogni particolare, con la sua candidatura per un seggio a Palazzo Jacobucci.
Una candidatura, quella del sindaco, che vede tra i primi sponsor la presidente del Consiglio Barbara Di Rollo, che dice: "In questo quadro, sostenere con convinzione la candidatura del Sindaco Enzo Salera alle elezioni provinciali ha rappresentato una scelta politica e istituzionale di prospettiva. Una decisione capace di rafforzare il profilo dell’amministrazione comunale, consolidarne l’autorevolezza e contribuire fin da ora a costruire le condizioni di stabilità e affidabilità necessarie per affrontare ciclo amministrativo.
Valori che considero imprescindibili per ogni solida alleanza di governo locale. La politica non è solo competizione, ma anche capacità di discernimento; e la forza di una maggioranza si misura nella capacità di anteporre l’unità e la visione di lungo periodo al protagonismo individuale".
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