Spara al cinghiale e lo crede morto: l'animale lo carica e lo uccide con una zannata

Cronaca - Addio a Luigi Rotondo, il falegname di Sant’Angelo travolto dalla furia della preda a Vallemaio. Domani, 30 dicembre, l’ultimo saluto all'ex operaio Stellantis di 74 anni nella chiesa di Santa Maria della Valle a Cassino

Spara al cinghiale e lo crede morto: l'animale lo carica e lo uccide con una zannata
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 29-12-2025 12:03 - Tempo di lettura 3 minuti

La tragedia si è consumata nel silenzio dei boschi di Vallemaio, lungo quella strada provinciale che taglia il paesaggio tra il piccolo centro e Sant’Andrea, trasformando una domenica di passione venatoria in un dramma che ha scosso l’intero Cassinate. Luigi Rotondo, 74enne residente in via Collecedro nella frazione di Sant’Angelo in Theodice, ha perso la vita in modo atroce, travolto dalla furia cieca di un grosso cinghiale che non gli ha lasciato scampo. 

L’uomo, conosciuto da tutti come "il falegname" per via della sua abilità artigiana che continuava a coltivare con dedizione anche dopo aver concluso la sua carriera lavorativa come operaio presso lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, ieri si trovava insieme a un gruppo di amici per una battuta di caccia quando si è verificato l'imprevedibile. 

Luigi, descritto da chi lo conosceva come una persona leale, pacifica e solare, viveva la caccia non come un'ossessione ma come un’occasione di convivialità e svago all'aria aperta insieme agli amici di sempre, gli stessi che ieri lo hanno accompagnato in quella che doveva essere una tranquilla domenica nel comprensorio della Valle dei Santi. 

Il 74enne faceva parte del gruppo autorizzato "La Torre" di Sant’Apollinare e, secondo una ricostruzione più puntuale dei fatti, l'incidente è avvenuto in una frazione di secondo dopo che l'uomo aveva esploso un colpo contro un grosso cinghiale. Convinto di aver abbattuto o ferito gravemente l'animale, Rotondo si sarebbe girato per ricaricare il fucile, ma in quel preciso istante l'ungulato ha raccolto le ultime forze caricandolo con una ferocia inaudita e colpendolo alla gamba, dove le zanne hanno reciso l'arteria femorale. 

Il cacciatore e la preda sono caduti a terra insieme, ormai privi di vita l'uno accanto all'altro, mentre i compagni di squadra, allarmati dal fatto che Luigi non rispondesse ai ripetuti richiami via radio dopo gli spari, si sono precipitati verso la sua postazione facendo la macabra scoperta. Nonostante l’attivazione immediata della macchina dei soccorsi con l’arrivo del personale del 118, per il pensionato non c’è stato nulla da fare poiché era già scivolato in uno stato di coma irreversibile dovuto alla massiva perdita di sangue.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri per i rilievi necessari a confermare la dinamica dell'incidente e, sebbene inizialmente fossero stati disposti sequestri cautelativi, la salma del pensionato è stata restituita ai familiari già nella serata di ieri, permettendo così ai due figli e ai parenti di piangere il loro caro. I dfunerali si svolgeranno domani, 30 dicembr alle 11 nella chiesa di Santa Maria della Valle in Selvone, a Cassino: la salma è stata messa subito a disposizione dei familiari mentre la camera ardente è stata allestita presso l'ospedale Santa Scolastica.

La notizia ha suscitato un profondo cordoglio anche nelle parole del sindaco di Cassino, Enzo Salera, che si è detto sconvolto per la perdita di un cittadino così esemplare.  Questo tragico episodio assume contorni ancora più cupi se si considera che si è verificato proprio nel pomeriggio in cui molti cacciatori della zona si erano riuniti ad Esperia per dare l'ultimo saluto a Michele Villani, l'operaio edile di cinquantadue anni stroncato solo pochi giorni prima da un malore fulminante durante un'altra battuta di caccia, a testimonianza di una scia di lutto che sta colpendo duramente il mondo venatorio locale. 

La morte di Luigi Rotondo riaccende però inevitabilmente un dibattito mai sopito sulla sicurezza e sulla gestione della fauna selvatica, considerando che l'invasione degli ungulati ha ormai raggiunto proporzioni preoccupanti non solo nelle aree rurali ma persino a ridosso dei centri abitati. Solo un mese fa, il 23 novembre, un altro grave incidente di caccia si era verificato a Terelle, dove un proiettile a palla unica esploso da un fucile calibro 12 aveva mancato il bersaglio animale colpendo accidentalmente al torace un compagno di caccia di sessant'anni.





Articoli Correlati


cookie