Virtus Cassino, Enzo Salera risponde alla accuse della società

Politica - Il primo cittadino ha replicato agli attacchi della dirigenza che imputa all'amministrazione di essere tra i responsabili della mancata iscrizione al campionato di serie B. Il sindaco ha ricordato: "siamo stati gli unici ad approvare una variante per la concessione dell’area sulla quale si intendeva realizzare un palazzetto. Nonostante ben tre proroghe, non ci è stato mai presentato il progetto definitivo dell’opera"

Virtus Cassino, Enzo Salera risponde alla accuse della società
di autore Luca Pallini - Pubblicato: 09-07-2025 16:49 - Tempo di lettura 2 minuti

In riferimento al rammarico espresso dalla dirigenza della Virtus Cassino per la sua rinuncia all’iscrizione al campionato di serie B nazionale, siccome viene implicitamente inclusa anche l’amministrazione comunale tra i soggetti che avrebbero potuto, ma non hanno sostenuto il sodalizio sportivo, il sindaco, Enzo Salera, ritiene opportuno precisare quanto segue.

“Apprendo con rammarico - dichiara il sindaco di Cassino - la mancata iscrizione della Virtus al campionato di serie B. Rivelo però con altrettanto rammarico la posizione della società che individua, tra i vari responsabili della mancata iscrizione anche l’amministrazione comunale. Faccio presente che la mia amministrazione è stata l’unica, su espressa richiesta della Virtus, ad approvare in consiglio comunale una variante per la concessione dell’area su cui la Virtus intendeva realizzare un palazzetto. Sono state concesse ben tre proroghe ma non ci è stato mai presentato il progetto definitivo dell’opera".

"Se lo avessero fatto, peraltro - ha aggiunto - avremmo potuto partecipare ad aprile scorso al bando per un finanziamento del Ministero dello Sport, complessivi 10 milioni di euro, per la ristrutturazione di tutta l’area sportiva di Casilina Sud. La condizione, infatti, prevedeva la compartecipazione di un soggetto privato. Il palazzetto costituiva dunque elemento fondamentale per la concessione del finanziamento".

"Comprendo dunque l’amarezza, ma mi resta difficile invece comprendere quale responsabilità possa essere addebitata alla mia amministrazione. Insomma, cosa, da parte nostra, si poteva fare più di quanto, invece, non sarebbe stato fatto” ha concluso il primo cittadino.

L.P.





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