IL FATTO - Ogni giorno stiliamo un bollettino parallelo a quello dei contagi, è quello delle occasioni perse

di Giulio Pistilli
La Treccani definisce il condizionale come il "modo del verbo italiano (…) che indica il desiderio o la possibilità che un fatto si compia in dipendenza dell’avveramento di certe condizioni".
Che il suo uso sia un mistero per molti è cosa nota.
Quanto esprima bene il momento attuale, però, non molti lo sanno.
Nell'Italia della quarantena e delle chiusure stiliamo un bollettino parallelo a quello dei contagi, quello delle occasioni perse: quanto ci piacerebbe tornare alla normalità, quanto vorremmo uscire liberamente la sera, come sarebbe bello fare tutte quelle cose che prima non apprezzavamo nemmeno.
Il condizionale ci farà compagnia ancora per tanto, per lo meno finchè si parlerà di quarantena, insieme a tutti i desideri e le possibilità in vista della riapertura.
Starà a noi tenere fede agli impegni presi, passare dal vorrei al voglio e dal potrei al posso, e dare il giusto peso a tutto quello che questa esperienza ci ha insegnato a rivalutare.

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