San Vittore del Lazio, l'antenna viene installata: caos e urla in Consiglio comunale

Cassinate - Seduta interrotta per 90 minuti: la minoranza attacca la sindaca Bucci, socia al 35% della S.r.l. proprietaria del terreno dove sorge l’impianto di via Ristello. Tra accuse di aggressione e video della discordia, il bilancio passa in secondo piano. Il botta e risposta tra maggioranza e opposizione prosegue sui social, intanto si annunciano ricorsi legali

San Vittore del Lazio, l'antenna viene installata: caos e urla in Consiglio comunale
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 03-01-2026 10:45 - Tempo di lettura 3 minuti

Consiglio comunale sospeso per oltre 90 minuti, ad un certo punto la sindaca Nadia Bucci spiega che si rende necessario chiamare i carabinieri. Restano tutti in Aula: i consiglieri di opposizione, a farsi portavoce della battaglia e molti residenti della zona adiacente a via Ristello, dove proprio nei giorni scorsi è stata installata l’antenna di telefonia 5G. Succede di tutto a San Vittore del Lazio nell’ultimo Consiglio comunale del 2025 che era chiamato ad approvare il bilancio di previsione.

Ma il bilancio, questa volta, è passato decisamente in secondo piano: dopo il polverone nato nei giorni scorsi proprio a causa dell’antenna, la minoranza pretendeva chiarimenti in assise da parte della sindaca, che, cosa assolutamente non secondaria, risulta essere socia al 35% della società proprietaria del terreno dove il 29 dicembre è stata installato l’impianto contestato dalla cittadinanza.

Perché le scintille in Consiglio? Tutto ha avuto origine tre giorni prima della seduta. Il gruppo di minoranza "Per San Vittore", facendosi portavoce di molti residenti in fermento, aveva depositato una richiesta formale di integrazione dell'ordine del giorno. L'obiettivo era cristallino: discutere ufficialmente del "problema relativo all'installazione dell'antenna 5G in Via Ristello".

Il consigliere Franco Giangrande e i suoi chiedevano un atto di coraggio politico: impegnare il Consiglio a costituirsi al fianco dei cittadini che hanno presentato ricorso contro l'impianto. La richiesta era motivata da una contraddizione di fondo: mentre la Sindaca Nadia Bucci e la sua maggioranza professavano pubblicamente contrarietà all'opera, nei fatti l'antenna stava sorgendo proprio su un terreno di proprietà di una società  di cui la Sindaca detiene il 35% delle quote. Il rifiuto della Sindaca di inserire questo punto in discussione ha trasformato la seduta del 30 dicembre in una polveriera pronta a esplodere.

All'apertura della seduta, l'atmosfera è apparsa subito elettrica. La decisione di ignorare il punto sull'antenna ha esasperato gli animi dei presenti. Secondo la versione della maggioranza, l'aula è diventata un "teatro di insulti e volgarità". Un militante dell'opposizione avrebbe rotto il protocollo istituzionale con frasi pesanti, arrivando – secondo il racconto divulgato dalla maggioranza- “ a cercare un contatto fisico con la Sindaca Nadia Bucci”, al punto da dover essere allontanato a forza dalla Polizia Locale.

Ma la narrazione cambia drasticamente sentendo l'altra parte. Il consigliere Franco Giangrande descrive un clima di arroganza istituzionale. La tensione, secondo l'esponente della minoranza, è stata alimentata proprio dal comportamento "irritante" della Sindaca, che durante il caos avrebbe intimato a suo figlio di interrompere immediatamente le registrazioni video della seduta.

"Voleva forse eliminare qualunque prova?", tuona Giangrande. L'opposizione nega fermamente ogni tentativo di aggressione fisica, parlando invece di una "vivace e accesa discussione" figlia di un "muro di gomma" che ha ignorato 180 firmatari e le legittime preoccupazioni dei residenti di Via Ristello. Il video della discordia, promette Giangrande, “sarà consegnato alle autorità per fare chiarezza su cosa sia realmente accaduto in quei minuti di follia”.

Dopo una sospensione di un'ora e mezza necessaria per "placare gli animi", il Consiglio è ripreso senza l’arrivo dei carabinieri, ma la ferita è rimasta aperta. La maggioranza ha incassato l'approvazione del bilancio, accusando la minoranza di saper “solo fomentare bagarre senza proporre soluzioni”. L'opposizione, di contro, ha chiuso l'anno con un affondo durissimo e la battaglia si sposta ora sul piano legale: con i mandati già conferiti agli avvocati e i video pronti a essere esaminati, il 2026 di San Vittore del Lazio si preannuncia tutto tranne che sereno.





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