Belmonte Castello, la sfida infinita di Antonio Iannetta: vuole la fascia per la decima volta

Politica - Il "decano" della Ciociaria presenta la lista "Grappolo d’Uva" per le elezioni del 24 e 25 maggio. Eletto per la prima volta in Consiglio nel 1975, dal 1982 è stato ininterrottamente sindaco fino ad oggi, ad eccezione del quinquennio 2005-2010: mezzo secolo di politica tra passione, record di mandati e la lotta contro lo spopolamento dei piccoli borghi

Belmonte Castello, la sfida infinita di Antonio Iannetta: vuole la fascia per la decima volta
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 28-04-2026 18:40 - Tempo di lettura 3 minuti

Mezzo secolo di storia politica racchiuso tra le mura di un unico borgo. Antonio Iannetta, 76 anni, si appresta a vivere la sua decima campagna elettorale per la carica di primo cittadino a Belmonte Castello, il piccolo centro montano del Cassinate che lo vede protagonista ininterrotto, o quasi, dal lontano 1975.

Sabato scorso, con la presentazione ufficiale della lista “Grappolo d’Uva” per le elezioni del 24 e 25 maggio, Iannetta ha formalizzato una candidatura che profuma di record assoluto per l’intera Ciociaria. Se le urne dovessero premiarlo, si tratterebbe del quarto mandato consecutivo e della sesta vittoria dall’introduzione dell’elezione diretta, segnando una longevità amministrativa che ha visto solo una breve parentesi di stop nel quinquennio 2005-2010 per i limiti di legge allora vigenti.

Il percorso di Iannetta è iniziato con una lunga gavetta: prima consigliere, poi assessore e infine, nel 1982, l'indosso della fascia tricolore per la prima volta. Il sindaco ricorda con precisione quegli anni in cui il sistema elettorale era profondamente diverso e la sua leadership si consolidava sul campo.

Racconta infatti come, già nel 1975, pur essendo un semplice consigliere, si occupasse della gestione pratica dell'ente poiché il sindaco dell'epoca era spesso lontano per motivi professionali. Quella che definisce come una passione, più che un lavoro, lo ha portato a restare in sella per decenni, nonostante gli impegni professionali privati nella gestione di strutture assistenziali e psichiatriche.

A spingerlo verso questa nuova sfida, nonostante l'inevitabile stanchezza, è un legame viscerale con la sua comunità. Iannetta spiega con convinzione che non agisce per interesse personale, ma risponde a una sollecitazione diretta dei cittadini che lo fermano per strada chiedendogli di non mollare.

Il suo metodo, negli anni, è rimasto immutato: stare tra la gente e dare peso a ogni singola problematica, convinto che per un cittadino anche il piccolo intoppo burocratico rappresenti il problema più grande del mondo. In un'epoca in cui la politica è cambiata e i valori sembrano essersi affievoliti, il sindaco rivendica l'importanza dell'ascolto e del contatto umano come unico antidoto alla disaffezione.

Le sfide odierne per un piccolo comune di settecento anime non sono però semplici, specialmente in un contesto di "inverno demografico" e tagli ai trasferimenti centrali. Iannetta non nasconde le difficoltà nel far quadrare i conti di un borgo che si sente spesso dimenticato dallo Stato e dalla Regione.

Eppure, rivendica con orgoglio le azioni concrete messe in campo, come il recupero di appartamenti nel centro storico destinati a giovani coppie con canoni agevolati, un tentativo concreto per mantenere vivo il tessuto sociale del paese e contrastare lo spopolamento.

Non sono mancati, nel corso di questa lunga carriera, i momenti d'ombra, come la vicenda giudiziaria del 2020 legata a un'accusa di abuso d'ufficio. Quel passaggio ha rappresentato per lui una ferita profonda, portandolo alle dimissioni per correttezza istituzionale, prima di un rientro a testa alta sei mesi dopo.

Nonostante le numerose denunce ricevute nel tempo, il sindaco sottolinea con fermezza di aver sempre agito per il bene comune e di non aver mai avuto problemi definitivi con la giustizia. È con questa consapevolezza, e con lo sguardo rivolto al futuro di Belmonte Castello, che Iannetta si prepara a sfidare il suo ex alleato Carlo Medagli, pronto a scrivere l'ennesimo capitolo di una storia amministrativa che non sembra voler conoscere la parola fine.





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