Politica - Senza una sede fisica dove poter discutere in vista del Congresso e con i nomi di Tescione e Vita bruciati dai veti, il partito si riunisce stasera in Comune. La sfida tra il sindaco e la presidente del Consiglio si sposta sulla ricerca di un nome terzo per evitare il declino
Il Partito Democratico di Cassino si ritrova stasera, alle ore 19:30, per un passaggio importante, forse definitivo, in vista del congresso che dovrà eleggere la nuova governance cittadina.
Ma la prima notizia, paradossale e amara per molti militanti, riguarda la forma e il luogo: la riunione non si terrà in una sezione di partito, bensì all'interno della casa comunale, il Municipio. Non per una questione logistica, ma più semplicemente perché il Partito, nella seconda città della provincia e nella prima per importanza con un'amministrazione targata Pd, non ha neanche uno sgabuzzino dove riunirsi.
È una situazione che impone una riflessione profonda sullo stato di salute del PD all'ombra dell'Abbazia: come è possibile che la prima forza politica della città, capofila del centrosinistra e guida dell'amministrazione, non disponga di una sede propria per discutere il proprio futuro? Svolgere le riunioni del Pd nelle stanze del Comune non è solo inopportuno, ma sintomatico di una crisi organizzativa che precede quella politica.
Entrando nel merito della sostanza politica, l'ordine del giorno è chiaro: trovare un'alternativa. I nomi indicati rispettivamente da Fernando Cardarelli (per conto del sindaco Salera) e dall'area di Barbara Di Rollo — ovvero Stefano Tescione e Lorenzo Vita — sono ormai ufficialmente tramontati. Una serie di veti incrociati ha paralizzato le due opzioni, costringendo i protagonisti a cercare un "terzo nome" che possa raccogliere il consenso necessario.
La partita è apertissima. Da una parte, l'entourage del Sindaco rivendica il diritto di scelta in quanto Salera è il primo cittadino e il più votato alle provinciali. Dall'altra, Barbara Di Rollo fa valere il peso dei numeri: la sua componente "Area Dem" detiene la maggioranza del tesseramento e la stessa Di Rollo ha ricordato a chi se ne fosse dimenticato il passo indietro fatto proprio alle provinciali per favorire il Sindaco. Un credito politico che oggi intende incassare chiedendo di esprimere il nome del segretario.
Chi sarà il prescelto? Il profilo resta "top secret" per evitare nuove bruciature precoci. Si oscilla tra l'ipotesi di un giovane per segnare il rinnovamento e un profilo della vecchia guardia per garantire stabilità. In caso di fumata bianca, il nome dovrà poi passare al vaglio di "Rete Democratica", a cui spetterà la Presidenza del partito secondo gli accordi provinciali. L'auspicio è che il nuovo segretario, chiunque sia, possa per prima cosa ridare una "casa" al Partito senza dover ricorrere a locali di fortuna per le riunioni. Perché la forma, a volte, è più importante della sostanza.
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