PD Cassino, il monito di Mazzocchi: "Stop agli anatemi. Il congresso sia una fucina di idee"

Opinioni - L'analisi dello storico dirigente dem: legittime le aspirazioni alle cariche istituzionali, ma inaccettabili i sospetti di accordi sottobanco. La sfida cruciale resta il programma per fermare la crisi dell'area meridionale

PD Cassino, il monito di Mazzocchi: "Stop agli anatemi. Il congresso sia una fucina di idee"
di autore Redazione - Pubblicato: 19-05-2026 13:44 - Tempo di lettura 4 minuti

di Ermisio Mazzocchi

Si è aperto un confronto serrato e vivace in occasione del congresso del Circolo PD di Cassino. Il segretario uscente, Romeo Fionda, il presidente del Circolo, Sergio Marandola, il presidente del consiglioì comunale, Barbara Di Rollo, il sindaco, Enzo Salera, e molti altri hanno avviato, in vista del Congresso, un dibattito dal quale potrebbero essere tratte delle idee per la costruzione di un programma politico e delle linee guida per la scelta del nuovo gruppo dirigente.

Si tratta di un impegno che non potrà non tener conto delle mutate condizioni degli assetti territoriali, dei nuovi rapporti economici e del fatto che si vanno sempre più affinando le omogeneità territoriali che interessano in particolare le aree a sud della provincia di Frosinone e del Sud Pontino. Il che richiede una politica mirata e degli interventi che possano dare impulso all’economia con la valorizzazione delle risorse e frenare la crisi in atto.

In tale contesto Cassino risulta essere l’epicentro di questo nuovo processo, che interessa il meridione del Lazio, sia per la sua vitalità culturale sia per la sua valenza sociale ed economica, strategica in questa area. Salera ha dimostrato nei suoi anni di governo di aver dato un nuovo impulso alla città di Cassino e di aver operato con efficienza, oculatezza e lungimiranza, con maggior dinamismo, qualità necessarie queste per dare slancio all’economia.

Ragioni per cui la sua amministrazione può costituire un esempio e un volano per avviare in tutta l’area a sud del Lazio un nuovo processo di sviluppo e di integrazione e creare prospettive per il futuro. Obiettivi che impongono al PD di Cassino di formulare una politica che tenga conto delle nuove necessità del territorio e possa promuovere iniziative rivolte ad affrontare, in sintonia con la maggioranza del governo, i nuovi numerosi e complessi problemi non solo della città, ma del più vasto territorio a sud del Lazio.

Per tali ragioni il congresso acquista una valenza politica determinante. La complessità dei compiti, la definizione dei programmi richiederanno un particolare impegno da parte degli Organismi dirigenti, tenuto conto anche delle prossime scadenze elettorali parlamentari, regionali e amministrative. Il gruppo dirigente del PD di Cassino ha l’autorita e la capacità, pur tra le molte difficoltà, di operare in modo consapevole e adeguato a trovare soluzioni utili al partito senza il bisogno di un commissario o di un federatore.

A nulla servono, e anzi per nulla devono essere prese per vere, quelle insinuazioni che vorrebbero ci siano, dietro le quinte del Congresso, manovre e accordi relativi a incarichi elettivi nel Comune, nell’Amministrazione provinciale, nella Regione, nel Parlamento. Si tratta di illazioni fomentate allo scopo di creare disordine e compromettere quello che è il prestigio del Congresso.

Ricoprire una di queste cariche istituzionali è una legittima aspirazione di chi come iscritto al PD si adopera e si impegna per il partito e pertanto nulla gli si può rimproverare. Sono scelte che non vanno contestate in quanto possono garantire un rafforzamento del partito, la formazione di un corpo dirigente competente ed efficiente, preparato a far fronte alle richieste del territorio. Scelte espresse in una dialettica costruttiva tra le diverse componenti del partito.

Non si può accettare il fatto che l’elezione del segretario del Circolo e della Direzione dia adito a illazioni, denigrazioni e oscure profezie. Non è assolutamente giustificabile che si vedano nemici ovunque e che si lancino anatemi. Occorre al contrario unire tutte le forze e giungere a delle soluzioni. Nessuno mette in dubbio che debba esserci un confronto tra le diverse sensibilità del partito, anche serrato e dialettico.

L’importante però è che esso sia costruttivo, che trovi delle convergenze, che risponda alle necessità di un lavoro collegiale e che abbia come fine la costruzione di un programma capace di individuare le esigenze del territorio e trovare delle soluzioni per la sua crescita. Il PD, come forza unitaria e coesa, non può sfuggire al suo compito.

Un valido motivo per affrontare in modo responsabile la formazione del gruppo dirigente, ossia il Segretario e la Direzione. In ragione di queste considerazioni il Segretario deve essere indicato in funzione del progetto politico-programmatico che si intende definire al Congresso e per le sue capacità di realizzare gli obiettivi voluti. Non è possibile fare diversamente.

Il Congresso del PD di Cassino è un’occasione per avviare un confronto sui contenuti di un programma, per discutere del futuro della città e del più vasto territorio a sud del Lazio, delle emergenze, di come si possano garantire alla popolazione i diritti sanciti dalla Costituzione e offrire ad essa delle prospettive. Un congresso delle idee per costruire un concreto e reale progresso.





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