SCUOLA - I ragazzi dell'indirizzo Informatica ed Elettronica alla fiera tecnologica. Il preside Merino: "Gli alunni hanno visitato attrezzature e macchinari all'avanguardia"


di Francesca Messina
Gli alunni dell’I.T.I.S. “Ettore Majorana” di Cassino in visita al "Maker Faire Roma 2022". Gli studenti delle classi III, IV, V sezione A, IV B, e V sezione C dell’indirizzo Informatica e delle classi III, IV e V sezione A dell’indirizzo Elettronica accompagnati dai docenti M. Antonietta Di Camillo, Diego Violo, Roberto Paglia, Daniele Bibbo, Michele Raccio e Lucio Moretti si sono recati alla fiera dell’innovazione tecnologica. Molto interessante è stato l’incontro con il professore Massimo Banzi, ideatore del progetto Arduino e con gli ingegneri informatici dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

“Per i nostri alunni - ha sottolineato il dirigente scolastico del “Majorana” Pasquale Merino - è stata un'esperienza entusiasmante. I ragazzi hanno potuto sperimentare i saperi scientifici appresi durante le lezioni e soprattutto valorizzare le attrezzature scientifiche di cui è dotata la scuola.
In questa edizione del Maker Faire i robot sono stati i protagonisti e i nostri studenti hanno già un laboratorio di robotica dove si esercitano per conseguirne il patentino. Infatti il nostro istituto è diventato "test center" per il rilascio del patentino della robotica .

I ragazzi hanno potuto visitare tutti gli altri stands con attrezzature e macchinari all'avanguardia nel settore dell'elettronica, informatica, della meccatronica, della logistica e costruzione del mezzo aereo. Gli alunni che hanno avuto maggiori informazioni sono quelli dell'indirizzo di biotecnologie sanitarie che hanno potuto constatare come i robot stanno entrando nel settore della medicina e delle biotecnologie. Infine possiamo dire che la nostra scuola con tutti gli indirizzi è una scuola tecnica all'avanguardia ed è quella che può fornire i migliori tecnici”.

Articolo precedente
"Le fragilità" nelle famiglie. Un convegno a CassinoArticolo successivo
Reno de Medici, ancora una fumata nera. Riapertura più lontana