Economia - Nel 2024 sono state oltre 3.500 le vetture a marchio Alfa prodotte nello stabilimento di Piedimonte San Germano e vendute negli Usa, le decisioni del presidente americano potrebbero incidere e non poco. I sindacati chiedono "modelli popolari per il mercato interno". Una 'tempesta perfetta'
I dazi annunciati dal presidente americano Donald Trump rischiano di determinare conseguenze serie sui modelli Alfa Romeo prodotti nello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. Il mercato Usa è stato strategico per i conti della casa automobilistica da quando, nel 2017, è partita a Cassino la produzione dello Stelvio che nel 2018 ha portato a 300 nuove assunzioni: le ultime fatte fino ad oggi.
L'anno precedente, prima dell'avvio dello Stelvio e con Giulia non a pieno regime, Alfa Romeo vendeva sul mercato Usa appena 528 vetture. In questi anni, grazie al nuovo collocamento del brand Alfa Romeo ed alle sue produzioni nel segmento premium, le vetture prodotte a Cassino Plant si sono ritagliate una considerevole fetta di mercato. I modelli Stelvio e Giulia hanno convinto gli automobilisti americani tanto che nel 2018 l'autorevole rivista "Motor Trend' ha persino incoronato la Giulia "auto dell'anno". Dalle 528 vetture vendute nel 2016 si è passati alle oltre 10.000 nel corso del 2017 e 2018 al punto che l'ex Ad di Fca, Sergio Marchionne, disse: "Gli stabilimenti italiani si salvano solo se esportiamo negli Usa".
Dal 2019 in poi, anche a causa della pandemia che per due anni ha tenuto il mercato quasi paralizzato, è poi cambiato tutto. Fca è convolata a nozze con Psa dando vita al gruppo Stellantis e a seguire, anche a causa delle incertezze legate al Green Deal europeo e alla stagnazione della domanda, le immatricolazioni di nuove auto si sono ridotte sempre più al punto che lo stabilimento Stellantis di Cassino ha chiuso il 2024 con una flessione delle vendite del 45% rispetto all'anno precedente.
Tale calo si è registrato non solo sul mercato italiano ed europeo, ma anche in quello statunitense. È stata la Camera di Commercio di Frosinone e Latina, pochi giorni fa, ad illustrare i numeri, impietosi, della retromarcia dell'auto: a fronte di una crescita dell'export del settore farmaceutico, a tirare il freno a mano è invece il settore automobilistico che continua a soffrire con una brusca flessione del -32,1% in provincia di Frosinone.
Lo stabilimento Stellantis di Cassino, del resto, ha chiuso il 2024 con 26.850 auto prodotte, la metà rispetto al 2023 e il 75% in meno rispetto al 2017 e 2028 quando la fabbrica di viale Umberto Agnelli sfornava oltre centomila vetture. Tuttavia, i numeri dell'export negli Usa, hanno ancora una certa rilevanza: sono state 1.584 le Alfa Giulia vendute Oltreoceano nel 2024 e 1.982 i Suv Stelvio: le auto del Biscione made in Cassino sbarcate negli Usa l'anno scorso sono state in totale, quindi, 3.588. Un terzo, se paragonate agli anni d'oro, ma numeri assolutamente da non sottovalutare nel totale annuo visto anche il calo generico della domanda.
Cosa succederà, adesso, con i dazi annunziati da Donald Trump? Serpeggia timore e incertezza. Per i sindacati quella che si sta abbattendo in questi mesi sul settore automotive è una 'tempesta perfetta'. Ed è forse anche per questo motivo che nella giornata di ieri Rocco Cutri, segretario Fim-Cisl di Torino, intervenendo a Bruxelles ha detto che "bisogna recuperare la capacità e la volontà di produrre modelli popolari e che l'industria dell'auto Europea produca modelli spendibili sul mercato interno a costi accessibili e contemporaneamente continuare ad investire sulla mobilità sostenibile intervenendo anche a sostegno della filiera della componentistica".
Tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis sono in sofferenza, a partire da Cassino dove il primo quadrimestre si chiuderà con appena 36 giorni di lavoro, ovvero la media di 2 a settimana. Anche per questo i sindacati hanno concordato con Stellantis che il nuovo premio di risultato sarà non solo prorogato ma migliorato in più punti.
Nella sostanza dei fatti, il premio, non sarà connesso come in passato alla redditività europea ma corretto dagli indicatori locali e potrà andare fino a un massimo del 11,55% della paga base annua. Intanto la Fim-Cisl, la Fiom-Cgil e la Uilm-Uil annunciano una conferenza stampa congiunta per fare il punto sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici dopo lo sciopero della scorsa settimana che ha avuto ottime risposte: in Ciociaria hanno incrociato le braccia quasi il 90% degli operai.
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