Istituzione del nuovo reato di Femminicidio, la soddisfazione della Consulta delle Elette

Politica - Per la Presidente Angela Tribini: "questo provvedimento rappresenta un passaggio storico nella risposta istituzionale alla violenza di genere nel nostro Paese". E aggiunge: "importanti sono anche le disposizioni a tutela degli orfani, il rafforzamento dei centri antiviolenza, l’incremento dei fondi per i figli di donne sopravvissute"

Istituzione del nuovo reato di Femminicidio, la soddisfazione della Consulta delle Elette
di autore Luca Pallini - Pubblicato: 25-07-2025 11:12 - Tempo di lettura 2 minuti

La Presidente della Consulta delle Elette della Provincia di Frosinone, Angela Tribini, è intervenuta in merito all'approvazione del reato di femminicidio da parte del Parlamento.

"La Consulta delle Elette della Provincia di Frosinone - dichiara Tribini - esprime piena soddisfazione per l’approvazione unanime, avvenuta ieri in Senato, del disegno di legge che introduce nel codice penale il reato autonomo di femminicidio, con la previsione della pena dell’ergastolo".

"Questo provvedimento - prosegue - che ora sarà esaminato dalla Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva, rappresenta un passaggio storico nella risposta istituzionale alla violenza di genere nel nostro Paese. Con 161 voti favorevoli e un consenso trasversale, il Parlamento ha manifestato una chiara e inequivocabile volontà di tutela della vita e della libertà delle donne. L’introduzione dell’articolo 577- bis nel codice penale definisce il femminicidio come reato autonomo, punendo chiunque cagioni la morte di una donna per motivi di genere, odio, controllo o possesso, nonché in conseguenza del rifiuto di una relazione affettiva. Il disegno di legge contempla inoltre l’applicazione di aggravanti per reati correlati quali maltrattamenti in famiglia, stalking, revenge porn e violenza sessuale".

"Importanti - aggiunge Tribini - sono anche le disposizioni a tutela degli orfani di femminicidio, il rafforzamento dei centri antiviolenza, l’incremento dei fondi per i figli di donne sopravvissute ma inabili alla cura, nonché l’obbligo di formazione specifica per magistrati, operatori sanitari e della giustizia. La Consulta delle Elette della Provincia di Frosinone riconosce in questo intervento legislativo un fondamentale strumento per affrontare in modo organico e strutturale un fenomeno che richiede una risposta integrata, capace di coniugare misure di prevenzione, protezione e giustizia".

"Alla luce di ciò, come Consulta delle Elette della Provincia di Frosinon - promette Tribini - rinnoviamo il nostro impegno a vigilare affinché quanto stabilito dalla legge trovi piena e concreta attuazione. Continueremo a lavorare in rete con le istituzioni, il mondo dell’associazionismo, le scuole e le comunità locali per costruire un tessuto sociale che rifiuti la violenza in ogni sua forma e promuova una cultura fondata sul rispetto e sulla parità di genere".

"Perché una società veramente sicura è quella che costruisce comunità basate sulla libertà, il rispetto e l’assenza di paura. È quella in cui nessuna donna deve avere il timore di dire no. È quella in cui la dignità non si negozia, la violenza non si giustifica e il silenzio non è più un’opzione. È quella che cresce educando al rispetto, camminando insieme verso una cultura di parità e giustizia" ha concluso la Presidente della Consulta delle Elette.

L.P.





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