Il virus West Nile e l'attività venatoria come strumento di prevenzione

Attualità - Per Renato Antonucci, socio dell'A.N.U.U. ed esperto cacciatore, il dibattito sull'aumento dei contagi deve portare a una riflessione più ampia su come l'eccessivo numero di esemplari di alcune specie animali possa costituire un pericolo per la salute umana e conseguentemente ad una nuova consapevolezza sul ruolo della caccia

Il virus West Nile e l'attività venatoria come strumento di prevenzione
di Redazione - Pubblicato: 09-08-2025 11:23 - Tempo di lettura 2 minuti

Continua a far discutere l'aumento dei contaggi da virus West Nile. Per Renato Antonucci, socio dell'A.N.U.U, storica associazione venatoria italiana, è necessario cogliere quest'occasione per riflettere sul ruolo della caccia nella prevenzione di questo tipo di problematiche. 

"Un 77enne -  dichiara Antonucci - è morto all'ospedale Goretti di Latina dopo essere stato punto dalla terribile zanzara. Noto con piacere che finalmente anche altri stanno evidenziando il problema delle cornacchie, ma c'è voluto l'arrivo della West Nile per farcelo capire".

"Diversi anni fa - racconta il cacciatore - dopo un terribile incendio che divorò un intero bosco a Vico nel Lazio, l'allora sindaco Guerrieri firmò un'ordinanza di divieto di caccia sui terreni bruciati, pur conoscendo a fondo la legge 157/92. Da esperto cittadino, cacciatore e montanaro, ringraziai il sindaco, ma chiesi anche alle forze politiche e alle associazioni di categoria che, in via eccezionale, fossero autorizzati degli abbattimenti selettivi nei territori colpiti. Sollecitai inoltre che cinghiali e corvidi, incluse le cornacchie, fossero abbattuti dai sele-controllori e dai cacciatori esperti delle squadre di caccia al cinghiale".

"Sia i cinghiali che le cornacchie, gazze e ghiandaie erano, e sono tuttora in eccesso - denuncia Antonucci - causando gravi danni alle colture e alla sopravvivenza dei piccoli di uccelli. Purtroppo, interveniamo sempre troppo tardi".

E aggiunge: "ricevo, inoltre, lamentele quotidiane da parte di cacciatori che, per l'abbattimento di cornacchie e piccioni, preferirebbero l'uso di gabbie di cattura invece dello sparo. Questo per evitare strumentalizzazioni e polemiche sul vero ruolo dei cittadini-cacciatori, che sono vere e proprie sentinelle del territorio. Infine, concordo pienamente con il Presidente provinciale di Latina di Libera Caccia sull'utilità di una pre-apertura della stagione venatoria" ha concluso Antonucci.





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