"Rischiamo una desertificazione industriale senza precedenti"

Economia - A lanciare l'allarme è il segretario provinciale della Fim-Cisl Mirko Marsella dopo il tavoli di oggi in regione sull'automotive. Anche Federlazio chiede risposte urgenti. Il consigliere Daniele Maura mostra un cauto ottimismo: ". "L'obiettivo è tutelare il sito Stellantis di Cassino e l'indotto"

"Rischiamo una desertificazione industriale senza precedenti"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 17-09-2025 18:48 - Tempo di lettura 3 minuti

La crisi del polo produttivo Stellantis a Cassino e il futuro dei lavoratori e dell'indotto sono al centro del dibattito, con istituzioni locali e sindacati che chiedono un'azione concreta e urgente. La Regione Lazio ha avviato un confronto per trovare soluzioni, ma il sindacato lancia un appello al Governo nazionale per un intervento più incisivo.

Daniele Maura, vicepresidente della Commissione Industria del Consiglio regionale del Lazio, ha partecipato a un Tavolo Tecnico sulla crisi Stellantis. Sottolineando l'impegno dell'Assessore regionale Roberta Angelilli e del Ministro Adolfo Urso, Maura ha affermato che la priorità è la difesa dell'occupazione e la creazione di un piano di rilancio industriale. L'obiettivo è tutelare il sito Stellantis di Cassino e l'indotto, considerati un "presidio strategico".

Per sostenere il territorio, la Regione sta mettendo in campo fondi regionali (Legge 46) e sta lavorando per reperire ulteriori fondi nazionali ed europei. Secondo Maura, la transizione dell'automotive deve essere un'opportunità, non una minaccia per i lavoratori, e richiede investimenti, innovazione e politiche industriali mirate.

Il segretario della Fim-Cisl, Mirko Marsella, ha espresso un cauto apprezzamento per le iniziative della Regione, riconoscendo il valore del rifinanziamento della Legge 46. Tuttavia, ha avvertito che tali misure non sono sufficienti per prevenire una "desertificazione industriale senza precedenti".

Marsella ha lanciato un forte appello al Governo, chiedendo che eserciti pressioni sull'amministratore delegato di Stellantis, Filosa, per ottenere chiarezza sul futuro produttivo del sito. "Il tempo sta per scadere", ha dichiarato Marsella, sottolineando la necessità di affiancare agli sforzi per l'automotive anche l'attrazione di nuovi investimenti alternativi per garantire un futuro occupazionale e produttivo al territorio.

Il futuro industriale di Cassino rimane una questione complessa che richiede un'azione concertata a tutti i livelli, con la Regione impegnata a fornire il suo supporto e i sindacati che sollecitano un intervento decisivo da parte del Governo per sventare il rischio di un declino irreversibile.

Al termine del tavolo interviene anche Federlazio.  Nel Lazio l’indotto vive una crisi profonda, in particolare in provincia di Frosinone, dove la cassa integrazione non è più sostenibile. Federlazio propone l’estensione dello status di Area di Crisi Complessa Industriale ai comuni esclusi, l’attivazione della Zona Logistica Semplificata assieme ai benefici delle zone C non predefinite, attraverso i decreti attuativi attesi da tempo. L’avvio di un confronto con Bruxelles per una Zona Economica Speciale con perimetrazione ai territori più colpiti.

Centrale anche il confronto sulla Legge 46/2002, che deve diventare lo strumento per sostenere ricerca e innovazione, stimolare investimenti produttivi, riqualificare le aree industriali con focus sull’efficienza energetica e rafforzare le infrastrutture, dalle reti di ricarica, all’idrogeno, fino alla banda larga. Indispensabile, infine, un grande piano di formazione per allineare le competenze ai nuovi fabbisogni della mobilità sostenibile.

“Il Lazio vive questa crisi in prima linea – dichiara il Presidente Beccidelli – e senza interventi rapidi rischiamo di compromettere non solo l’industria ma la tenuta sociale di intere comunità. Servono piani chiari, risorse dedicate e tempi certi. È decisivo il ruolo del Consorzio Unico Industriale come motore di sviluppo, insieme a una vera sburocratizzazione e alla capacità di fare sistema tra istituzioni, Università di Cassino, imprese e lavoratori. Il tavolo di oggi e i successivi devono essere fucina di progetti concreti. Non c’è più tempo da perdere”.





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