Cronaca - La Polizia chiude il caso: non c'era l'aggravante razziale. Rissa legata ad affari illeciti. Coinvolti anche 3 egiziani
Ha creato allarme e preoccupazione, il fatto di cronaca avvenuto il 31 luglio scorso a Cassino, quando un giovane studente indiano, denunciò di essere stato aggredito e derubato di una collana in oro e del suo monopattino.
Dopo la formalizzazione della denuncia - querela formalizzata dal legale del ragazzo, avvocato Giuseppe Marino c'è stata una novità di rilievo.
La polizia di Stato del commissariato di Cassino, delegata alle indagini, ha accertato che, le cose non stavano proprio come diceva il giovane studente indiano ed hanno inviato un comunicato per fare opportuna chiarezza sulla vicenda: smentita la rapina razziale: è rissa per droga, scattano le denunce da parte della Polizia di Stato.
Svolta nelle indagini della Polizia di Stato su quanto accaduto in un esercizio commerciale del centro cittadino.
Gli accertamenti del Commissariato di P.S. di Cassino, intervenuto nottetempo il 31 luglio e il 3 agosto 2026, smentiscono radicalmente la notizia di una rapina, con l’aggravante del razziale, circolata sui media e sui social, che aveva generato un grave e infondato allarme sociale.
I titolari del locale e il dipendente – un cittadino indiano – avevano denunciato una finta rapina all'interno dell'attività, sostenendo il furto di oro e di un monopattino.
Tuttavia, l'analisi dei video della videosorveglianza da parte della Polizia Giudiziaria ha smontato la versione, accertando che si è trattato di una rissa sul dehors esterno, probabilmente legata ad affari illeciti.
Tutte le persone coinvolte nella rissa sono state denunciate: oltre al dipendente indiano, il provvedimento ha colpito tre cittadini egiziani.
La presunta vittima è stata inoltre deferita all'Autorità Giudiziaria per i reati di calunnia e simulazione di reato per aver denunciato il falso." Molto distante da quanto pubblicato nei giorni scorsi, tra l'altro, tutto attinto dalla querela della presunta vittima il di cui suo avvocato, Giuseppe Marino precisa: "In relazione al comunicato diffuso dalla Polizia di Stato, si precisa che tutte le dichiarazioni contenute nella denuncia-querela sono state rese e sottoscritte personalmente dall’assistito.
Al momento del deposito, lo stesso ha confermato e ulteriormente precisato all’Ispettore ricevente le circostanze descritte nell’atto. Gli elementi successivamente riportati nel comunicato della Polizia non erano noti al momento della presentazione della denuncia, né erano stati riferiti dall’assistito.
La ricostruzione esposta risultava, inoltre, sostenuta dalle dichiarazioni dei proprietari del bar, presenti ai fatti.
Ogni definitiva valutazione sull’accaduto resta naturalmente riservata all’Autorità giudiziaria, nel rispetto delle indagini in corso e di tutte le persone coinvolte." La vicenda probabilmente avrò altri strascichi di polemiche, come quella politica dei consiglieri di opposizione al comune di Cassino, Sebastianelli, Evangelista ed Incagnoli che rimarcando l' importanza della Città di Cassino nel panorama culturale ed universitario nazionale hanno chiesto a gran voce un consiglio comunale aperto ai cittadini per discutere proprio di sicurezza.
Alla luce degli ultimi avvenimenti, specie quelli sul caso del giovane studente indiano, sarebbe opportuno allargare lo zoom sul tema sicurezza, anche perché nei fine settimana, ragazzi e ragazze giovanissimi continuano ad andare in giro ubriachi, le risse sono oramai parte dell' arredo, e sono ripresi gli atti vandalici, come i ragazzini saliti a ballare sul tetto dell' auto di un residente ottantenne del centro, reo di averli redarguiti.
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