Insegna nuova, problemi vecchi: ancora uno stop per Stellantis a Cassino

Economia - Sullo stabilimento campeggia ora il logo della Maserati, che sostituisce quello dell'Alfa Romeo ma in fabbrica non cambia nulla: da domani tornano a chiudersi i cancelli e si riapriranno solamente il 5 ottobre. Nei primi 9 mesi dell'anno, su 166 giorni lavorativi gli operai sono rimasti a casa ben 82 volte, praticamente il 50% del totale

Insegna nuova, problemi vecchi: ancora uno stop per Stellantis a Cassino
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 25-09-2025 12:59 - Tempo di lettura 2 minuti

L'ombra della crisi produttiva si allunga in maniera sempre più preoccupante sullo stabilimento Stellantis di Cassino, incastonato ai piedi della millenaria Abbazia di Montecassino. Con una nuova comunicazione, il Comitato Esecutivo ha annunciato l'ennesima fermata produttiva che interesserà i reparti di montaggio, lastratura e verniciatura da domani, venerdì 26 settembre, a venerdì 3 ottobre compreso.

Questa interruzione non fa che aggravare il bilancio già drammatico dei primi nove mesi dell'anno: il totale degli stop ammonta a ben 82 giorni su 166 lavorativi. Un dato che, di fatto, sancisce che lo stabilimento ha operato solo per il 50% dei giorni (84 per la precisione), costringendo gran parte dei lavoratori a ricorrere costantemente agli ammortizzatori sociali.

Di fronte a un contesto di cassa integrazione continua, l'azienda aveva avanzato una proposta per i dipendenti: una trasferta temporanea nello stabilimento di Kragujevac, in Serbia, per supportare l'avvio della produzione della nuova Fiat Grande Panda.

L'iniziativa era stata presentata come un'opportunità di lavoro alternativa per i cassintegrati, con la promessa di un'indennità giornaliera di 70 euro oltre alla retribuzione base. Stellantis mirava a inviare circa 100 operai a Kragujevac.

Tuttavia, la risposta da parte della forza lavoro è stata un sonoro flop. L'adesione si è rivelata minima: al momento, solo una decina di operai si sono offerti volontari, per questo motivo continuano i colloqui per cercare di trovare volontari.

I dati sulle giornate di stop confermano che lo stabilimento di Cassino, dove vengono prodotti modelli di segmento premium come Alfa Romeo Stelvio e Giulia e Maserati Grecale, sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua storia.

La quasi totale inattività per metà dell'anno non solo allarma i sindacati, che chiedono garanzie e l'assegnazione urgente di nuovi modelli in grado di saturare la capacità produttiva, ma getta anche nello sconforto l'intero indotto del Basso Lazio. Molte aziende della componentistica legate a Stellantis, infatti, si trovano in una situazione critica, spesso con gli ammortizzatori sociali prossimi all'esaurimento.

Per settembre si attendeva la produzione dei nuovi modelli: al momento, invece, l'unica novità è rappresentata dall'insegna con il logo della Maserati che campeggia sulla fabbrica al posto del Biscione dell'Alfa Romeo.





Articoli Correlati


cookie