Cronaca - Cinque vetture rubate nella stessa notte, soprattutto Fiat Panda e 500, mentre cresce la rabbia dei residenti per l’assenza di telecamere. L’insicurezza diventa cronica: dal centro alle periferie si moltiplicano furti, incendi e colpi nelle abitazioni. Il Comune aveva chiesto rinforzi al Ministero, ma da Roma non è arrivata nessuna risposta
La città di Cassino non dorme più sonni tranquilli. L'ultima brutta sorpresa è arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì: un'ondata di furti che ha colpito in pieno centro, in Piazza Restagno. Il bilancio è pesante: almeno cinque automobili sono state portate via, sparite nel buio.
I ladri, che sembrano agire indisturbati, si sono concentrati sui modelli più facili da piazzare: soprattutto Fiat Panda e Fiat 500. Hanno approfittato del fatto che molti residenti, non avendo un parcheggio privato, lasciano l'auto negli stalli vicini alle aiuole della piazza.
E così, ieri mattina, i residenti del posto si sono ritrovati alla caserma dei carabinieri di Cassino in via Marconi e in quell’occasione ogni singolo proprietario dell'auto ha scoperto che non era stato il solo a subire il furto dell’automobile ma era stata fatta nella notte una vera e propria razzia di vetture in sosta.
Su questa ondata di furti indagano dunque gli uomini dell’Arma della città martire: si prova a scavare nelle telecamere del circuito comunale di sorveglianza comunale che ad oggi, però, sembrano non coprire pienamente quella zona finita sotto i riflettori già lo scorso mese di luglio per la ‘challenge dei motorini’: in quel caso sono stati video amatoriali girati dai residenti a portare quella situazione allo scoperto e non i dispositivi comunali che in quella zona sono assenti.
Il problema è chiaro e non è una novità: Piazza Restagno è in pieno centro, ma è senza telecamere. Un invito a nozze, dunque, per chi vuole rubare. Questa mancanza di controlli fa montare la rabbia dei cittadini, che si sentono indifesi e pensano che chi ruba possa farla franca con troppa facilità.
Questi furti d'auto, inoltre, non sono un caso isolato, ma l'ennesima spia di una crisi sicurezza che a Cassino è ormai cronica. L'allarme, infatti, non è una novità.
Negli scorsi mesi, la città ha visto un crescendo preoccupante di colpi che hanno messo in ginocchio anche le attività commerciali. Furti ingenti, messi a segno con sfrontatezza, che hanno lasciato dietro di sé vetrine rotte, registratori di cassa svuotati e danni enormi. I commercianti, già in difficoltà, si sono ritrovati a dover spendere migliaia di euro per riparazioni e nuovi sistemi di sicurezza. È un danno doppio: economico e psicologico.
La sensazione è che a Cassino, ultimamente, ci siano ancora molte zone non sicure: e non solo i quartieri periferici come ad esempio il Colosseo dove qualche sera fa è andata a fuoco un’auto, ma anche zone centrali come la zona di piazza Restagno, appunto.
Se il danno economico preoccupa, il danno umano spaventa di più. L'ondata di criminalità non si ferma alle strade e ai negozi, ma entra dentro le case. Sempre nei giorni scorsi, sul finire del mese di settembre, per la precisione, c'è stato un colpo in una casa vicino a via Donizetti, anche questa un’arteria del centro urbano.. La cosa più grave è che i ladri sarebbero entrati mentre la famiglia era dentro con i bambini piccoli che hanno subito lo spavento.
Per questo, i residenti stanno correndo ai ripari: finestre chiuse, allarmi nuovi, e ogni cosa utile per blindare la propria vita e cercare di vivere in pace. Davanti a questa situazione di paura e di insicurezza, il Comune si era già mosso. Era il 29 maggio quando, dopo vari episodi gravi (come l'auto incendiata di un magistrato), il Consiglio comunale aveva chiesto al Sindaco di fare qualcosa per la sicurezza.
Così, il 9 giugno, il Sindaco Salera ha scritto direttamente al Ministro dell'Interno, Piantedosi. La lettera chiedeva una cosa fondamentale: più Polizia a Cassino, con più uomini e mezzi, per dare una risposta seria all'emergenza.
Oggi, a quattro mesi di distanza, la risposta da Roma per il potenziamento del commissariato della città martire non è arrivata. Cassino si ritrova quindi con le stesse risorse, giudicate scarse anche dalle sigle sindacali di settore, ma con una criminalità sempre più preoccupante.
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