Da Cittadinanzattiva ad Animafamily: quando i cittadini diventano custodi del territorio

Pontecorvo - Dalla filosofia della partecipazione civica alla rigenerazione concreta dei luoghi: a Pontecorvo l’associazione Animafamily APS rappresenta un modello di cittadinanza attiva capace di unire istituzioni e comunità. Dopo il successo dell’esperimento di Monte Menola, l’obiettivo è ora rilanciare nuovi progetti per trasformare l’impegno locale in una rete nazionale di solidarietà

Da Cittadinanzattiva ad Animafamily: quando i cittadini diventano custodi del territorio
di autore Luca Pallini - Pubblicato: 14-10-2025 13:41 - Tempo di lettura 3 minuti

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di cittadinanza attiva: un concetto che va oltre la semplice partecipazione politica e che riguarda il modo in cui ciascuno di noi sceglie di essere parte della comunità. Significa esercitare con consapevolezza i propri diritti e doveri, contribuendo al miglioramento della società e alla tutela dei beni comuni.

In Italia, questo spirito ha trovato una delle sue espressioni più solide in Cittadinanzattiva, organizzazione nata nel 1978 per promuovere l’attivismo civico e la difesa dei diritti. La sua missione si ispira all’articolo 118 della Costituzione, che riconosce il valore dell’iniziativa autonoma dei cittadini per attività di interesse generale e impone alle istituzioni il dovere di sostenerla.

Il motto che guida Cittadinanzattiva, “Perché non accada ad altri”, racchiude una filosofia d’azione concreta: denunciare le ingiustizie, agire per prevenirle e promuovere un cambiamento reale nelle politiche e nei comportamenti. Come recita uno dei suoi principi fondanti, “fare i cittadini è il modo migliore di esserlo”.

Anche a Pontecorvo l’associazione Animafamily APS (nata come Animabike) ha fatto della cittadinanza attiva la propria bandiera. Fin dagli esordi, ogni evento organizzato è stato accompagnato da un impegno concreto nella cura dei luoghi: pulizia dei sentieri, manutenzione degli spazi e valorizzazione del territorio.

La vera svolta è arrivata circa dodici anni fa, quando Animafamily ha sostenuto la modifica dello Statuto comunale con l’introduzione del Regolamento dei Beni Comuni, proposto dal movimento civico Agorà. Quel passo ha aperto la strada a una nuova stagione di collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Da quell’esperienza è nato l’Esperimento Civico di Monte Menola, un progetto di rigenerazione del vecchio rifugio abbandonato, poi trasformato in un parco urbano di prossimità. Il sogno è diventato realtà grazie a un Patto di Collaborazione stipulato con il Comune, che ha permesso di restituire alla comunità un luogo che esisteva solo nella memoria e nell’immaginario collettivo.

“Lo abbiamo fatto con e per i cittadini – raccontano i promotori – coinvolgendoli, interessandoli e, in molti casi, appassionandoli. È la prova che la cura condivisa può generare bellezza e senso di appartenenza.”

Il Patto di Collaborazione è scaduto nel dicembre 2024, ma Animafamily non intende fermarsi. L’associazione ha già chiesto il rinnovo dell’accordo, proponendo un nuovo progetto per la riapertura dell’ex tiro a volo, che potrebbe tornare a essere un bene collettivo a disposizione della cittadinanza.

Parallelamente, il gruppo guarda avanti con un obiettivo più ambizioso: aderire ufficialmente a Cittadinanzattiva e promuovere l’apertura di un circolo a Pontecorvo, per portare l’esperienza maturata in quasi vent’anni dentro una rete nazionale di impegno civico.

“Il tempo è maturo – spiegano i responsabili – per un’alleanza dei cittadini che chieda una classe dirigente capace di valorizzare il capitale sociale, materiale e immateriale, costruito in questi anni. Vogliamo che questo patrimonio non vada disperso.”

E, come ricorda un proverbio del Burkina Faso, “se le formiche si mettono insieme, smuovono un elefante”. Una metafora perfetta per descrivere la forza della cittadinanza attiva: quella fatta di tante piccole azioni che, unite, riescono a cambiare davvero la realtà.

L.P.





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