Cronaca - Oltre 280 dispositivi acquistati con i fondi del PNRR rubati in meno di un anno, tra PC e tablet: una scia di razzia seriale che devasta istituti nel Cassinate e in Valle del Liri. Dirigenti e Sindaci lanciano l'allarme sulla mancanza di fondi per la sicurezza
Le scuole della provincia di Frosinone messe in ginocchio dalla "Banda del Digitale" che, con una frequenza allarmante, sta svaligiando gli istituti scolastici del territorio. Il bilancio di questa razzia seriale è sconfortante e i numeri iniziano a farsi davvero preoccupanti: tra i primi due mesi di quest’anno e lo scorso anno scolastico si stima che siano stati rubati oltre 280 dispositivi tra PC, notebook e tablet, strumenti acquistati con ingenti investimenti, spesso provenienti dai fondi europei del PNRR.
Una vera e propria escalation criminale che ha trovato il suo culmine nell'autunno dell'anno scolastico in corso. In pochi mesi, i ladri hanno lasciato una scia di danni e aule vuote tra il Cassinate, la Valle del Liri e l'area del Sorano. Il colpo è stato duro a Cervaro, dove due plessi sono stati visitati in una notte, portando via complessivamente 12 PC e 36 tablet.
La stessa sorte è toccata a San Giovanni Incarico, dove sono scomparsi 18 computer e 20 tablet, con l'aggravante di atti vandalici. Un maxi-colpo ha devastato l'istituto comprensivo di Arce, depredato di ben 45 dispositivi. La lista si allunga con Sant'Elia Fiumerapido – vittima di un triplice attacco – e i furti a Broccostella e nei comuni di Alvito e San Donato Val di Comino.
Sono circa una quindicina i comuni della Ciociaria che hanno dovuto fare i conti in questi ultimi mesi con i furti nelle scuole. Nello scorso anno scolastico Il caso più eclatante fu quello di Ceprano, a settembre 2024, quando scomparvero 69 computer portatili appena consegnati e destinati ai corsi di alfabetizzazione. Similmente, a Castelliri vennero rubati 30 computer di ultima generazione. L'attività criminale si è spinta fino alla fine dell'anno scolastico, colpendo Piedimonte San Germano nel giugno 2025, dove sparirono circa 30 dispositivi tra PC e tablet dalla scuola media di via Milazzo. Episodi analoghi, purtroppo non quantificati, si registrarono anche ad Atina e Fontana Liri. Allora, il bilancio si attestò a un minimo certificato di 129 PC/Notebook rubati.
A dare voce all'esasperazione della comunità scolastica è il dirigente dell'Istituto Comprensivo di Sant'Elia Fiumerapido, Nazario Malandrino, la cui struttura ha subito l'ultimo attacco in ordine di tempo. “Dopo gli investimenti del PNRR, le scuole sono diventate un boccone ghiotto per la criminalità”, ha denunciato il dirigente, sottolineando l'assurdo paradosso di un sistema che investe in tecnologia ma non nella sua protezione. “Non esistono fondi specifici per la protezione degli edifici, che restano di competenza degli enti locali, né per risarcire le scuole colpite”.
Di fronte a questa emergenza, la reazione è stata affidata alla volontà e alle risorse dei singoli Comuni, che si sono mossi per sanare i danni e rafforzare le difese. Molti sindaci si sono schierati apertamente a fianco delle scuole. Il sindaco di Cervaro, Ennio Marrocco, si è impegnato pubblicamente a contribuire all'acquisto delle attrezzature sottratte, garantendo che gli alunni non paghino il prezzo della criminalità.
Altri hanno puntato sulla sicurezza preventiva. Il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, dopo il furto subito lo scorso anno, quest'anno ha agito con determinazione: "Abbiamo potenziato sia il livello di allarme anti taccheggio, che le porte", ha dichiarato, trasformando l'istituto in una struttura più sicura.
Analogamente, il sindaco di San Giorgio a Liri, Francesco Lavalle, ha investito massicciamente nella videosorveglianza: "Siamo riusciti a mettere in totale ben 23 telecamere. Non siamo riusciti ad ottenere il finanziamento regionale ma il sistema di dispositivi è ampio". Anche il comune di Coreno Ausonio, finora risparmiato dai raid, può contare su un sistema di allarme installato per volere del sindaco Simone Costanzo: "Nell'istituto c'è un sistema di allarme già da diversi anni, prima che prendesse il via questo fenomeno di furti".
Infine, sistemi di videosorveglianza anche a San Donato Val di Comino, dove il sindaco Enrico Pittiglio dice: “La nostra scuola ha un sistema di controllo attivo con le telecamere, pur tuttavia resta difficile difendersi da questi furti che si ripetono ormai da anni”.
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