Cronaca - Motorizzazione record e differenziata a picco affondano la provincia: è al 106° posto per dipendenza dall'auto e paga il conto di anni di abbandono e mancata programmazione ambientale, con piste ciclabili quasi inesistenti. Edoardo Grossi: "È necessaria una svolta immediata, fatta di responsabilità, programmazione e interventi concreti"
Soffocati da un’auto a testa e con la differenziata a picco: l’ambiente affonda Frosinone all’85° posto nella classifica generale sulla Qualità della Vita 2025. La provincia è penultima in Italia per tasso di motorizzazione (106° posto) e registra un preoccupante arretramento del 7,5% sulla raccolta differenziata. Mentre Rieti e Viterbo provano a correre, Frosinone resta al palo.
Prima ancora di guardare al portafogli o alla cultura, dove pure le cose non vanno meglio per il territorio, è il dato ecologico a sbattere in faccia ai ciociari una realtà cruda e numerica: il frusinate è sempre più ingolfato e sempre meno virtuoso. È proprio la performance disastrosa sul fronte della sostenibilità e dei servizi a causare lo scivolamento della provincia all'85esimo posto generale nella Qualità della Vita, con una perdita secca di tre posizioni rispetto all'anno precedente. Ma se il dato generale preoccupa, è l'analisi specifica dei sotto-indicatori a suonare come un vero e proprio allarme rosso.
Il dato più scioccante, che certifica un modello di sviluppo ormai insostenibile, è quello relativo alla motorizzazione. La provincia di Frosinone si piazza al 106esimo posto in classifica, ovvero penultima in tutta Italia. Un risultato che fotografa una vera e propria dipendenza dall'automobile. Il grafico parla chiaro: il numero di auto circolanti ogni 100 abitanti ha superato quota 80, con una variazione in aumento del +1,2% rispetto alla rilevazione precedente. In pratica, in Ciociaria c’è quasi un'auto per ogni essere umano, neonati compresi. Mentre il resto d'Europa cerca di liberarsi dalla morsa del traffico, qui si continua a comprare e immatricolare, saturando le strade e l'aria di Pm10. Questo dato ci relega in fondo alla graduatoria nazionale, distanti anni luce dalle province più vivibili dove il trasporto pubblico funziona e l'auto è un'opzione, non un obbligo di sopravvivenza.
Se sul fronte traffico il semaforo è rosso fisso, su quello dei rifiuti la situazione sta addirittura peggiorando. L'indicatore della raccolta differenziata, che negli anni passati aveva mostrato timidi segnali di ripresa, registra ora una battuta d'arresto drammatica. Frosinone scende al 74esimo posto, e ciò che deve far riflettere è il trend negativo: una variazione del -7,5% rispetto all'anno precedente. Invece di avanzare verso l'economia circolare, la provincia fa un brusco passo indietro, tornando a percentuali al di sotto del 70%.
Anche la cosiddetta “mobilità dolce”, spesso sbandierata come obiettivo futuro, nei numeri resta un miraggio. La classifica sulle piste ciclabili vede la provincia ferma al 60esimo posto, con una dotazione di metri equivalenti per abitante davvero esigua se confrontata con la media nazionale. Anche qui, il segno è meno: -4,7% la variazione registrata. Significa che non solo abbiamo poche infrastrutture per le due ruote, ma che quelle esistenti non crescono o non vengono manutenute, rendendo la bicicletta un mezzo pericoloso e poco praticabile per la quotidianità, condannando i cittadini a risalire su quelle automobili che ci stanno soffocando.
Il quadro che emerge incrociando questi dati con i rischi idrogeologici (frane e alluvioni) è quello di un territorio fragile.. Il confronto regionale diventa impietoso e conferma un Lazio a due velocità. Frosinone condivide il fondo della classifica con Latina, accomunata dagli stessi problemi di traffico e gestione del territorio.
Al contrario, Rieti e Viterbo riescono a garantire standard ambientali decisamente superiori, posizionandosi meglio sia per qualità dell'aria che per gestione dei servizi. Persino il confronto con la Capitale, pur nel caos romano, vede Frosinone soccombere sulla disponibilità di alternative al mezzo privato.
Con quasi 80 auto ogni 100 persone, piste ciclabili inesistenti e una differenziata che non decolla, la provincia di Frosinone, dunque, rischia di trasformare l'emergenza ambientale da problema sanitario a vera e propria barriera economica, rimanendo impantanata nelle retrovie della classifica nazionale ancora a lungo.
LE REAZIONI
La Ciociaria agli ultimi post in Italia per l’ambiente? “Un risultato che non sorprende, ma che deve indurre a una profonda riflessione”. L'Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana, sezione di Frosinone, spiega che “negli anni si è accumulata una responsabilità politica precisa, trasversale e continuativa, poiché la tutela dell’ambiente, della salute e la qualità dei servizi essenziali non sono mai state una priorità reale né governate con una pianificazione seria”.
Il responsabile dell’Ansmi Edoardo Grossi dice: “Elementi come la pessima qualità dell’aria, l'inquinamento cronico di molte aree, l’assenza di interventi risolutivi su siti contaminati, i roghi tossici che nessuno vede, o fa finta di non vedere, l'elevato tasso di motorizzazione e l'incidenza anomala di patologie oncologiche, insieme alla fragilità dei servizi pubblici, pesano anno dopo anno come un macigno. La classifica fotografa ciò che i cittadini vivono quotidianamente: un territorio che non viene bonificato, controlli insufficienti, una mobilità caotica e inquinante, carenze infrastrutturali mai affrontate e una percezione costante di abbandono su salute, ambiente e servizi”.
L'ambientalista ribadisce con forza che non esiste qualità della vita senza qualità dell’ambiente, e non esiste tutela della salute senza un'amministrazione che investa con continuità sulla prevenzione ambientale. “La provincia di Frosinone - conclude Grossi - potrà risalire solo se accetterà una verità semplice: la salute pubblica viene prima di tutto. È necessaria una svolta immediata, fatta di responsabilità, programmazione, interventi concreti e un sistema di controlli che non lasci spazio all'improvvisazione. Noi, da parte nostra, continueremo a vigilare, segnalare criticità, proporre soluzioni e sostenere ogni iniziativa utile a proteggere i cittadini, perché non è accettabile rassegnarsi a essere ultimi, né nel Lazio, né in Italia”.
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